ECC GIORNATA 1

E’ partito il Campionato italiano di Eccellenza, sempre in cerca di una formula nuova la massima serie italiana del rugby proverà quest’anno a non far transitare anche i prossimi mesi, fino all’assegnazione del titolo, nel limbo dell’aspettando il domani.

La classifica della prima giornata di solito ha ben pochi significati ma questa volta, purtroppo, il significato c’è: unici team rimasti a zero punti L’Aquila ed i Cavalieri. I primi perdono con i Campioni d’Italia ma è il passivo di 29 -0 del primo tempo che racconta la partita, al rientro dagli spogliatoi Calvisano opera ben cinque sostituzioni e la partita può scivolare. I Cavalieri invece ne prendono cinquantasei e ci sono pochi commenti da fare; per lo stesso motivo si aspettano le Fiamme Oro ad appuntamenti più “insidiosi”, intanto Nicola Benetti ha tenuto allenato il suo piede magico con un consueto 7/8 dalla piazzola imitato dall’altro mediano-poliziotto: Canna ha realizzato un 3/3.

L’indisciplina punisce la Lazio che, nel marasma dei tre cartellini gialli cumulati, riesce anche a trovarsi  in campo in tredici; Viadana ne approfitta ed un match che il pre-season avrebbe detto più equilibrato si tramuta in una corsa giallonera. Entrambe da rivedere.

Il resto è Veneto Derby Day dove,  nella appassionata cornice del Battaglini di Rovigo, il Mogliano si guadagna il primo “NeroTop della giornata” di Eccellenza rincorrendo e domando un San Donà dalle due facce.

Il San Donà, troppo scolastico e meccanico in campo, trova un primo tempo azzeccato, esibisce una buona difesa e contiene la mischia avversaria controllando la crescita del Mogliano sui punti d’incontro. Questi ultimi buttano sull’erba un po’ di esperienza ma fanno molta fatica ad entrare nei ventidue avversari. Nel secondo tempo quelli del Piave rientrano irriconoscibili, vuoti e distratti, subiscono il ritorno e la velocità crescente del Mogliano che prende per mano una partita che diventa però brutta e piena di errori. Manca la forza del colpo d’ala al San Donà e manca il “piede” al Mogliano, solo un 4/7 per il moglianese Barraud alla fine contro il preciso 4/4 dell’ex di turno Matt Cornwell per la prima volta in campionato in maglia biancoceleste. Lato Mogliano piace Halvorsen, da rivedere Saccardo; fra i biancocelesti fallito l’esperimento di Rorato all’ala si mettono in discreta evidenza Bernini e Dotta.

Ezio Galon dimentica di avere un walkie talkie e, forse troppo nervoso, va su e giù per le gradinate ad urlare ai suoi giocatori in campo, ma in panchina c’era Properzi.

Il 153° derby d’Italia consegna una meritata Adige Cup al Rovigo che domina prima e controlla poi un match che sta in bilico per una  sola manciata di minuti.  Un Rovigo rodato, veloce, decisamente più combattivo e cosciente della partita si infila, nei primi nove minuti della gara e con estrema facilità, nei numerosi buchi dei padovani portando a casa un 14 – 0 che segna il match. Il Petrarca gioca quasi tutto il primo tempo con un buco in mezzo al campo che copre progressivamente e con fatica solo con il proseguire del match; un Petrarca ancora sconnesso, con pochi meccanismi già funzionanti e spesso in ritardo sul punto di incontro subisce un Rovigo determinato ma a tratti eccessivamente falloso. Da rivedere le prime linee su entrambi i fronti, ottimi in terza linea petrarchina Targa e Conforti, il nuovo mediano Su’a  fa letteralmente impazzire la difesa rodigina, nel marasma delle prime si distingue Bigi; giornata da dimenticare quella di Cerioni.  Rovigo esibisce un ottimo Menon e la solita potenza di Mountarioul, positivo Ferro e convincente De Marchi; Roan lascia a desiderare.

Arbitra il derby dell’Adige l’internazionale Mitrea che scopre avere un bisogno estremo di aiuto sulla valutazione della mischia, la sua continua titubanza di fronte alla “ordinata”  rallenta spaventosamente il ritmo di gioco e disturba la qualità di un match già di per se non esaltante.