Trattasi di campionato italiano, della massima espressione del rugby italico, anche quest’anno chiamato “Eccellenza”: sbagliato parlarne male, eccessivo non parlarne, generoso parlarne troppo bene. Mentre in giro le varie Società presentano le proprie ambizioni nelle piazze delle loro città, i più popular, o in affollate conferenze stampa, i più trendy, dare uno sguardo alla stagione Made in Italy mette francamente inquietudine perchè sembra lo svelarsi di un romanzo del cui lieto fine non si è per nulla certi.

Quest’anno siamo riusciti ad avere un campionato con un numero pari di squadre, dieci, ma la cosa non è scontata; la realtà dice dieci team ai nastri di partenza ma il realismo dice nove e forse meno. Sette e mezzo?

I Cavalieri Prato non hanno ancora chiuso la rosa, hanno preso gli stranieri ma non si è sicuri ci siano tutti gli italiani. Fa impressione abbiano dovuto anche mancare la prima ed unica partitella pre-campionato,si doveva svolgere la scorsa settimana, annullata per mancanza di effettivi. Colpi di marketing il club pratese ne ha però fatti a partire dall’allenatore con il cognome francese o dal ritorno al rugby di Denis Dallan, 36 anni, trevigiano, ex-tre-quarti della Nazionale, non gioca dal 2010 ed ha deciso di ricominciare dai Cavalieri, quest’anno. Mah.

In verità ci sarebbe anche L’Aquila che si fa chiacchierare; la Società abruzzese nel rugby è storia, impossibile non volerle bene, apprezzarla per lo sforzo magnifico che  sta facendo ma non sarebbe corretto se non dicessimo che non pare sia il Campionato di Eccellenza il posto giusto dove gestire una rifondazione societaria ed ambientale, anche per rispetto al campionato stesso, in teoria qui ci arriva il top della penisola. In teoria.

Fiamme Oro  invece in grande spolvero, Presutti non ha mai avuto tanti vice, non si sa se sarà in grado di ascoltarli tutti; la dirigenza ha preso la strada della storia e vuole vincere qualcosa, il progetto c’è e si allarga anche ai più giovani, quest’anno le Fiamme fanno impressione. La Lazio continua a fare della qualità locale una virtù, è la dimostrazione che il rugby romano merita di più: si mettessero d’accordo su qualcosa.

Notizia sconfortante è la esclusione del Calvisano, Campione d’Italia, dalle Coppe Europee. Ha perso la sfida con il Bucharest in quella specie di “preliminari di coppa” tanto cari al calcio ed è precipitato nel nulla. I Campioni d’Italia non giocano in alcuna coppa europea, per farli giocare in qualcosa del genere ce ne dovremo inventare una apposta, la famosa “terza coppa”, pare ridicolo ma è così. Rovigo invece ha dovuto battere la “quasi-nazionale” della Georgia ed è approdato in Challenge Cup, gli sconfitti della sfida scudetto vanno a giocare in coppa ed i vincitori no, bella rivincita per i rossoblù, senza dubbio, congratulazioni sincere a Frati ed allo staff rodigino ma, usciamo dal campo di gioco un attimo, secondo voi tutto questo appartiene ad una logica?

La mancanza di una Coppa europea in cui giocare non fa dormire i dirigenti del  Viadana, da quelle parti il contributo extra che elargisce la Federazione ai primi quattro classificati della Eccellenza in virtù del loro accesso a coppe europee è essenziale per vivere. Se non ci sono le coppe arriva lo stesso il contributo? A rigor di logica no. Viadana però è in piena ristrutturazione, una cosa molto diversa da Prato ma ha comunque molto bisogno dei soldini  di cui sopra. I mantovani non si preoccupino, la logica ultimamente nel rugby italiano non ha vita facile.

Le altre del Veneto stanno in moderata salute, il Petrarca ha fatto uno squadrone ed ha assunto il più silenzioso dei Direttori Generali: Vittorio Munari. Pazzesco ma è così, da quando è al Petrarca Munari non ha ancora detto pubblicamente una parola, persino nella foto ufficiale della squadra è in ultima fila dietro ai trequarti o almeno tutti raccontano che sia lì. San Donà e Mogliano hanno fatto un ottimo mercato, molti giocatori che danno qualità, budget importanti? Assolutamente no, entrambe le Società hanno cambiato “padrone” e chi è arrivato alla guida non ha certo grilli per la testa ma gode di un ottimo vivaio e di una buona filiera di società e quindi giocatori, dietro di se: il territorio è importante.

Fra un po’ si comincia, ci sono tanti modi di essere Eccellenza, forza allora, proviamoci.

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One Comment to: ALLE PORTE L’ECCELLENZA

  1. Zonza

    ottobre 2nd, 2014

    Eccellente post… E’ un piacere leggerti.