GPRO12 3

La meta delle Zebre arriva quando anche il secondo tempo è scaduto, è così che un trentuno a zero senza scuse diventa un trentuno a cinque senza scuse. Perchè queste mete non cambiano nulla, non aggiungono valore , non danno alcun risultato, alcuna crescita. Cavinato ha in mano la squadra da un bel po’, contro Munster ha subito cinque mete da una Red Army che la settimana prima a Monigo è sembrata l’ombra di se stessa, una cosa inguardabile. Le Zebre hanno preso da Munster dieci punti in più della pessima Benetton di una settimana prima e facendone cinque in meno.

Con Scarlets Treviso si fa chiudere in faccia la partita subendo sette mete, senza essere riuscita nemmeno un attimo a mettere in discussione se non il match almeno una finestra dello stesso, subisce e non riesce nemmeno a guadagnare un calcio da mettere dentro, alla fine sono zero punti. Eppure Casellato ha schierato otto nuovi giocatori rispetto alla settimana precedente, aveva nel XV iniziale sette nazionali e cinque stranieri ma è quello zero che racconta tutto, dice “vuoto di progressi”, zero passi avanti.

Comincia a sorgere un dubbio, forse molti ce lo hanno da tempo ma, considerato che prima di parlar di fuoco bisogna almeno vedere un po’ di fumo, adesso è il momento di porsi una domanda: giocare con le grandi, con i grandi team, i migliori, fa diventare grandi?

Se le due franchigie italiane, con quello che costano, stanno in Pro12 lo si deve al principio che giocare con quelli bravi fa diventare bravi e le franchigie servono a far giocare ad Alto Livello quelli che andranno in Nazionale, il fine è la Nazionale, le franchigie vincano o perdano secondo la FIR per vedere i risultati dobbiamo solo aspettare il Sei Nazioni.

Così mentre per Cavinato ci si augura gli sia finalmente venuto qualche perplessità sulla capacità tecnica conseguita con questo tipo di principi fondanti,  per Casellato si spera che,  dopo la disfatta di questo trascorso fine settimana, smetta di sentirsi “in prova” o, peggio ancora, esente da risultati.

Già, perchè adesso entrambi i team italiani pare si sentano “esenti da risultati”. Per le Zebre non è una novità, dai tempi di Gajan loro ci sono per far giocare ad Alto Livello i ragazzi che poi dovranno ben figurare in Nazionale. Per la Benetton la cosa è nuova, i biancoverdi si sono sempre battuti per un risultato ed un conclamato obiettivo stagionale fino alla scorsa stagione, da quest’anno invece dal suo Presidente in giù tutti ci hanno raccontato che i risultati non sono un obiettivo immediato, bisogna ricostruire, bisogna aspettare. Così anche Treviso è entrato nel clima che “giocare con i più forti insegna a giocare e noi siamo qui per imparare”, si deve aspettare, il bel tempo arriverà, in perfetto stile franchigia, modello FIR 100%.

Giocare con i migliori insegna almeno a prenderle? Visto lo “zero” pare di no. Visto la storia pare di no. Visto i risultati dei settori “attigui”, Nazionale in testa, pare di no. Perchè queste sconfitte continue e conclamate non servono a nulla, non aiutano a crescere, uccidono l’ambiente interno e portano disinteresse da parte del pubblico. Bisogna metterci una pezza. Grossa.