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Il prossimo fine settimane le due prime qualificate dello scorso Campionato di Eccellenza iniziano il doppio confronto per l’accesso alla Challenge Cup.  A contendere l’ingresso nella seconda coppa continentale il Rugby Rovigo troverà i Tbilisi Caucasians ed i Campioni d’Italia del Calvisano i Bucharest Wolves.

Le due contendenti delle squadre italiane non sono però due veri team dei loro paesi ma due “selezioni”, due team composti per l’occasione dalle rispettive federazioni per ambire alla massima piazza europea. A questo proposito nei giorni scorsi il Presidente della nostra Federazione Alfredo Gavazzi, con un ampio e significativo ritardo sugli eventi, ha tuonato contro questi abbinamenti: ” Non ritengo equa la partecipazione di Selezioni provenienti dall’Est europeo al processo di qualificazione alla Challenge Cup dal momento che queste non sono impegnate, contrariamente a quanto accade per le nostre squadre di Eccellenza, in un regolare campionato”. 

Esiste una disparità e quindi una situazione iniqua come fa rilevare Gavazzi? Senz’altro si ma a favore di chi?

Facciamo un esempio. La federazione della Georgia  ha annunciato nei giorni scorsi i trenta convocati per la doppia sfida con Rovigo. Fra i trenta vi sono otto nazionali georgiani (Bitsadze, Tkhilaisvhili, Kolelishvili, Begazde, Khlamadze,Todua, Shkinin, Tsiklauri) ed altri sei appartenenti alla loro Nazionale Emergenti.

Verrebbe da fare il paragone con le nostre franchigie Zebre e Benetton che si portavano in Pro12 circa metà Nazionale italiana a testa ma, parlando di partite di accesso ad una Coppa europea, la cosa non è nemmeno simile.

Se quanto visto fin qui denota una disparità in campo proviamo ora a guardare anche l’altra faccia della medaglia. Rovigo nella sua rosa vanta ben undici stranieri fra i quali scegliere per affrontare i georgiani (Montariuol, Georghe, Mahoney, Roan, Bortolussi, McCann, Ngawini, Rodrguez, Van Niekerk, Basson, Majstorovic) ed alcuni di questi fanno in campo davvero la differenza; i caucasici sono praticamente tutti georgiani e giocano nel proprio campionato. Va segnalato che ben dodici dei trenta georgiani provengono dai Lelo Saracens , il club di Tbilisi super-campione di Georgia, collegato a doppia mandata ai Saracens inglesi e facente parte del progetto Saracens World.

Rovigo ha però giocatori e vivaio da vice-campione d’Italia e non ha uno staff virtuale o sotto forma di english-kit, Frati e De Rossi sono fra i migliori allenatori italiani e tutti i giorni si presentano al campo. Rovigo ha un team che si allena insieme e persegue obiettivi comuni per tutta la stagione, una “selezione” non ha questa caratteristica.

C’è vera disparità? A favore di chi? A voi il giudizio finale ma una cosa è certa, le coppe europee devono garantire omogeneità, confondersi con le selezioni nazionali è un “difetto di produzione“, magari tollerabile ma pur sempre un difetto.

Una domanda adesso agita i sonni di tutti, queste selezioni valgono più dei maggiori team di Eccellenza? Fra quindici giorni la risposta, in passato abbiamo avuto sorprese sconfortanti da rumeni e spagnoli. Speriamo almeno questa volta vada tutto bene.

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3 Comments to: CAUCASIANS E WOLVES VALGONO L’ECCELLENZA?

  1. Zagor

    settembre 17th, 2014

    Articolo con osservazioni molto interessanti .Per me chi si lamenta e’ solo Gavazzi e Vaccari e forse lo fanno senza ben sapere il perché.Aggiungo che anche in Italia puoi far giocare nel Calvisano in questo caso giocatori del Petrarca o della Lazio che alla coppa non vi partecipano.Basta iscriverli nei tempi e nei modi richiesti.Qui scatta però quell’interrogativo che tu poni,e’ meglio un gruppo che si allena 2 volte al giorno,oppure uno che si trova in alcune sedute prima della gara e magari dopo una giornata di lavoro.Come dicevo alla EPRC non interessa il tesseramento interno basta che vengano rispettate le regole loro,ovvero che nessun atleta sia coinvolto in altre liste partecipanti alle coppe.Alibi sempre alibi

  2. M.

    settembre 18th, 2014

    Mi sa che Majstorovic è sì croato di nascita ma si è completamente formato in Italia, rugbysticamente parlando. Non so a che età sia venuto qui…

  3. Zagor

    settembre 18th, 2014

    Ha perso il padre durante il conflitto dei Balcani e credo sia arrivato intorno ai 9-11 anni