rugby europe

Due su quattro le nostre prime qualificate nello scorso campionato di Eccellenza faranno gli spareggi per andare in Challenge Cup, se li passeranno bene, il posto in Europa c’è ed è garantito, altrimenti faranno, ad oggi, la fine delle altre due che invece non hanno nessuna coppa dove giocare.

La “terza coppa”, inutile dargli un altro nome più coinvolgente perchè ormai per tutti è questo il nome vero, non esiste; francesi ed inglesi, impegnati a spartirsi la vagonata di milioni delle altre due coppe europee si sono dimenticati di organizzarla. E’ stata allora la FIR che , cosa apertamente auspicata da “Il Nero Il Rugby, si è proposta per organizzare questa Terza Coppa proponendosi di fatto in sostituzione di Rugby Europe, che è poi la ex FIRA, sonnolenta anche lei.

La mossa è interessante non fosse altro perchè ritaglia un ruolo alla federazione italiana in Europa, è vero che questo approccio fa diventare la FIR “capo-bandiera” dei paesi di seconda e terza fascia del rugby europeo ma del resto questa è una triste realtà. La proposta FIR a Rugby Europe è un vero auto-declassamento che sa di realismo anche se non fa bene al cuore.

Si tratta comunque di prendere atto definitivamente che il declassamento è già arrivato nei mesi scorsi dai club europei professionistici quando ci hanno di fatto estromesso da ogni decisione sulle nuove competizioni europee e ne hanno poi tagliato l’accesso ai nostri club. Dobbiamo ricordiamoci infatti che nelle due competizioni europee organizzate da EPCR (ex ERC) entrano di diritto solo due team italiani contro i precedenti sei e nella massima fra le due coppe, la Champions Cup, il posto è garantito solo ad un club italiano invece dei due precedenti.

Lo schiaffo lo abbiamo già preso da tempo, adeguarsi alla realtà è il modo migliore per provare eventualmente a cominciare una nuova ascesa; certamente è almeno strano che un team del Sei Nazioni non faccia parte a pieno titolo della prima fascia del rugby europeo ma purtroppo è andata così. Tutti sappiamo del resto che molti in Francia ed in Inghilterra vedrebbero bene un ritorno al Cinque Nazioni ed un definitivo “saluto” all’Italia.

Organizzeremo la Terza Coppa? Tutto da vedere, ancora non si sa nemmeno se questa coppa ci potrà essere ma per ora beviamo questo calice amaro: l’Italia del rugby è in seconda fascia. Possiamo risalire.

One Comment to: TE LA DO IO LA TERZA COPPA. L’ITALIA TORNA IN SECONDA FASCIA.

  1. Zagor

    settembre 16th, 2014

    Quale diritto ha o avrebbe l’Italia per concorrere con squadre di eccellenza in Europa,nessuno.Non c’è nessun declassamento se si considera che nessuna fra Scozia Irlanda e Galles ha team in coppe.Possiamo solo ringraziare chi ci ha fatto avere tanti soldi per niente negli ultimi 15 anni altrimenti il nostro pseudorugby domestico sarebbe fallito da tempo.La mossa di Gavazzi mi piace perché lo declassa ulteriormente a patetico presidente di una federazione perdente.