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La questione è stata portata molto bene a galla da OnRugby che ha inseguito la vicenda della Terza Coppa europea; questa coppa quest’anno non ci sarà e OnRugby fa notare che ci sono quattro club di Eccellenza che, classificatisi lo scorso anno fra il primo ed il quarto posto, sono destinatari di un contributo federale di euro quattrocentomila intestato loro in quanto partecipanti ad una coppa che non  c’è.

La questione è in verità ancora più sottile perchè i primi due nella classifica dello scorso campionato, Calvisano e Rovigo, almeno due partite europee per giocarsi l’accesso alla Challenge Cup  dovranno farle e, se vinceranno, avranno il loro da fare; se non vinceranno dopo solo due partite entreranno nella condizione di Viadana e Mogliano. Queste ultime hanno diritto allo stesso contributo ma non hanno sbocco in nessuna Coppa.

Dice OnRugby :” …. ma se Mogliano e Viadana quei soldi li avessero già spesi? E se anche fossero ancora in cassa non bisogna dimenticare che sono comunque soldi messi a budget, fondi su cui i club facevano conto per affrontare la stagione. ”  Tutto giusto e tutto vero ma allora mantenere loro quei fondi significa di fatto sfalsare il il Campionato di Eccellenza finanziando due team senza che ne abbiano titolo. La patata è di quelle che scottano, davvero difficile da risolvere, quando ci sarà la decisione finale su questa cosa qualcuno sicuramente potrà avere da ridire, la situazione è senza scampo.

OnRugby butta alle ortiche il proprio merito di aver sottolineato cotanta  confusione scrivendo subito dopo ” La FIR non ha ovviamente nessuna colpa di una situazione simile…”, come se il Campionato lo organizzasse mio Zio Giuseppe dal tinello di casa sua e i rappresentanti FIR non sappiano da molti mesi quale sia la situazione europea, come se la FIR fosse esente dal prevedere e programmare ma fosse solo tenuta a gestire l’esistente. Il tema comunque non è questo, è altro, è il contributo federale di quattrocentomila euro che, negli ultimi anni, è stato il “barbatrucco” del massimo campionato e non certo la porta di accesso all’Europa.

Da molti anni ormai le Società di Eccellenza  portavano mediamente a giocare in Europa i più giovani, quelli che avevano bisogno della sgambata o di fare un po’ di esperienza, non puntavano in alcun modo sull’Europa e la vittoria era davvero cercata solo con il team spagnolo o quello rumeno se si aveva la fortuna di averli nel girone.

Da tempo il contributo federale viene prevalentemente utilizzato dalle Società per rafforzare Bilanci chiacchierati o anche solo per respirare un po’ di serenità economica o per tenersi in casa lo straniero che altrimenti si sarebbe già dovuto lasciar partire.

Il contributo federale è ad esempio servito lo scorso anno a mantenere in vita i  Cavalieri Prato e quest’anno la stessa cosa si può dire per Viadana.

Sarebbe bello ci si interrogasse almeno adesso, in solenne e conclamato ritardo, sulla nostra partecipazione alle Coppe Europee, tutta Europa lo stava facendo da anni e noi abbiamo solo guardato gli altri. Bisognava, per tempo, ripensare la partecipazione alla Challenge proponendo forse delle franchigie, farsi promotori della Terza Coppa europea, programmare i contributi federali basandoli su metrica diversa, magari anticipando alle Società fin da maggio la non certezza della loro erogazione, per cause che erano sotto gli occhi di tutti. Tutte cose che andavano fatte molto tempo fa ma che, volendo, si può cominciare magari a discutere anche subito.

Ecco allora che il “barbatrucco” del contributo federale, questa spinosa ed ingombrante questione “di soldi”, può diventare una occasione per cambiare, per innovare, per farsi promotori di un progetto nuovo.

E’ anche un’occasione per non lasciar volare tutto nel solito pasticcio all’italiana, dove i contributi, di ogni tipo, riescono a procurare tanti amici e gran poco rugby.

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