Bar-code

Fra le notizie estive, poche e poche davvero buone, spuntano qua e la dei veri gioiellini, cosette che danno il passo di un mondo ovale, questa volta parliamo davvero di “mondo”, che ha delle evidenti difficoltà a crescere. Leggiamo allora queste tre notizie con lo spirito critico blando ma raffinato del rugbista estivo, la domanda però ce la facciamo all’inizio: è così che si cresce?

BRIVE ALLE FIJI  Titola “OnRugby.it” che il Brive aprirà una Accademia alle Fiji; perchè aspettare che i ragazzini del Pacifico crescano da soli e con la forza dei loro coach, della loro Federazione, del loro rugby locale? Andiamo la e li compriamo, perdonate il termine forte ma è quanto mai adatto, fin da piccini. Il club francese aprirà laggiù una propria Accademia nel prossimo mese di febbraio, le autorità locali hanno dato l’assenso, facile esercizio, trattasi di un scambio fra tanti soldi contro un pezzo di carta con scritto “si” e tutti sappiamo quanto abbia bisogno di soldi il rugby delle Fiji. Dall’altra parte diciamo anche che sono soldi di un club francese, soldi francesi, tirati via alla crescita di giovani locali, portati via ai ragazzi di Brive e dintorni. Dietro una mossa del genere ci stanno mille risvolti inclusa una buona dose di cinismo del club francese ed il cinismo non è ancora contemplato fra i nobili valori del rugby anche se, andando avanti così, toccherà presto introdurlo insieme all’altro valore evidentemente indiscutibile: la elevata capacità di spesa.

L’ASIA PER IL SUPER XV  Un salto da Rugby1823 dove primeggia la notizia che il grande campionato del Sud del mondo, il Super XV appunto, nel 2016 ospiterà oltre ad una formazione argentina ed altra sudafricana anche una selezione asiatica. IRB annuncia che la cosa è in via di decisione e la formazione asiatica sarà o giapponese o di Singapore. Così mentre francesi ed inglesi si fanno spazio e tirano gomitate a tutti gli altri attori europei con le nuove coppe continentali, nel Sud pare vada di moda la logica del campionato unico, dal Giappone alla pampas. Tutta gente evidentemente incapace di crescere senza giocare ogni settimana contro Auckland e contro i Cheetahs, uno sport incapace di formare nuovi spazi importanti che si limita o a restringerli per ordine di casta, come in Europa, o proiettare una unica ombra possibile su mezzo mondo, quella della Sanzar. Può darsi che sia tutto giusto ma dal rugby dei grandi ci si poteva aspettare qualcosa di più che. come unica soluzione per la crescita, la promozione e l’allargamento del proprio orto. 

ZANOVELLO E’ IL PRESIDENTE DEL CUS PADOVA  La FIR ha comunicato ieri che il primo dei non eletti, il padovano Zanovello, non potrà sostituire il compianto Besio nella carica di Consigliere Federale. Il combattivo uomo di sport veneto, schierato alle ultime elezioni federali con  Amerino Zatta , non potrà rappresentare il rugby nel massimo suo organo ed essere l’unico consigliere non schierato con il Presidente Gavazzi nel Consiglio Federale. Un cavillo lo ha fermato, Zanovello è il Presidente della polisportiva del CUS Padova ed allora il cavillo c’è e Zanovello nel Consiglio non ci può andare. I soliti buontemponi dicono che Gavazzi è dispiaciuto e la Susanna Vecchi si è chiusa in se stessa dallo sconforto. Certo per Zanovello andare al Consiglio Federale sarebbe stato un onere notevole anche se, visto le condizioni in cui versa il massimo organo federale, sarebbe stato, come dicono a Padova, come ciuciare un musso pa’ i ferri” (prendere l’asino dalla parte della ferratura, ovvero senza soddisfazione e con il rischio di prendere calcioni). Zanovello rimane Presidente del CUS Padova, che è meglio così, la prossima volta il padovano si compri un club di rugby e poi lo porti a giocare anche nel massimo campionato, in questo caso può fare anche il Presidente della FIR. Finale scontato? Avete ragione ma la tristezza non è la sua scontatezza ma il fatto che è assolutamente vero. 

.

One Comment to: PACIFICI MADE IN FRANCE, GIAP MADE IN SANZAR E ZANOVELLO…MADE IN CUS PADOVA