More-or-Less

In FIR non sanno fare i conti, contare le persone o gli incassi, non è cosa per loro, insomma in FIR contano anche troppo ma non quello che dovrebbero contare. Ci si riferisce soprattutto alla magra prova di se che hanno dato le ultime due finali scudetto.

Il trionfo del Calvisano Campione d’Italia fu anticipato da polemiche di peso per la scelta della sede, quelli di Rovigo chiesero spazi ampi per portare la loro nutrita schiera di tifosi, ci fu un momento che fu lo stesso Battaglini, con i suoi 7000 posti di capienza, lo stadio candidato ad ospitare la finale. Fini tutto male, in polemica secca, con la FIR che scelse di rispettare il regolamento, che prevedeva si giocasse a Calvisano, e Rovigo che lasciò sicuramente a casa migliaia di tifosi a guardarsela sui maxi schermi o in televisione.

Per quanti da Rovigo lamentarono poi una cornice di pubblico non adeguata ad una finale scudetto l’Ufficio Stampa della FIR emanò la sentenza:per la finale lo stadio di Calvisano era tutto esaurito con ben 4000 spettatori. Grande pubblico insomma, ultimo sberleffo calvino ai rodigini.

Per la finale del Campionato 2012/2013 non c’erano state polemiche di questo tipo, Mogliano aveva portato le sue intenzioni da Campione d’Italia, poi realizzate, ed i suoi tifosi, a Prato, a disputarsi il titolo con i Cavalieri già allora in pesante crisi economica, vinse Mogliano.

Rovigo non dimentica e, nella propria presentazione dei dati di bilancio della stagione trascorsa, il proprio AD Nicola Azzi pochi giorni fa ha trovato il tempo per dare il dettaglio della quota incasso che spetta al Rovigo per la finale scudetto, il conto allora risulta facile, i biglietti totali della finale erano 2600, non 4000. Poca cosa in effetti. Il dubbio ora sorge spontaneo: chi non sa contare? Quelli di Rovigo o quelli della FIR?

Anche nel 2012/2013 c’era la quota incasso da versare ma Mogliano ha deciso  in questi giorni di intentare causa contro i Cavalieri per recuperare gli 8.000 euro di quella quota che i Cavalieri non hanno ancora versato nelle casse dei veneti; un anno di ritardo e la perdurante crisi economica dei pratesi fa pensare che il Mogliano i suoi soldi non li prenderà mai.

Le finali scudetto sono match il cui primato morale appartiene alla federazione e, in pratica, anche il primato organizzativo. Nelle ultime due finali pare si sia verificato un vero disastro: per una risulta  non si sapesse quanta gente era entrata allo stadio e nell’altra una delle Società si è tenuta tutto l’incasso senza che la FIR abbia alcuna capacità di intervenire per dare a Cesare quel che è di Cesare ed a Facchini quel che è di Facchini.

Numero spettatori ad uso di immagine, incassi mai ripartiti ed indebitamente trattenuti, situazioni che dimostrano il disinteresse della FIR per il suo rugby. Disordine. Approssimazione. Il regno del “più o meno”.

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One Comment to: SPETTATORE PIU’ SPETTATORE MENO, SOLDINO PIU’ SOLDINO MENO

  1. Scalmanato

    luglio 8th, 2014

    Basti pensare agli imbarazzanti dati ufficiali sugli spettatori al XXV Aprile di Parma in occasione delle partite casalinghe delle Zebre….In questo caso l’approssimazione per eccesso ha raggiunto anche i duemila spettatori. Si resta in attesa dei dati sugli abbonamenti venduti, ricordando che agli Aironi nell’ultimo anno di Pro12 le tessere vendute furono 1.400 di cui solo 400 a Viadana.