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GENIO PARMIGIANO PER CASI IRRISOLVIBILI Quando il Valerio Bernabò, 30 anni alla Benetton rugby da quattro stagioni, fu tagliato dalla lista della futura squadra di Casellato il Gavazzi andò su tutte le furie, fu la tracimazione presidenziale con conseguente richiesta di allontanamento definitivo del Vittorio Munari. In verità in quei giorni oltre al Valerio, 23 caps in Nazionale, lo staff trevigiano diede notizia dei tagli anche di Semenzato, Filippucci e Ceccato, ma, chissà come mai, nessuno pensò che il patron del Calvisano si fosse improvvisamente preoccupato delle sorti di questi tre. L’altro aveva un cognome più famoso e, forse ma non ci potremmo giurare sia anche questo, anche la discendenza non era poi senza peso. Per quelli che negheranno tutto, faranno giurin giurello che queste sono solo illazioni senza senso arriva la Gazzetta di Parma che, in un piccolo trafiletto a firma di Paolo Mulazzi, annuncia che il Bernabò potrebbe trovare posto nelle Zebre ma è quel trafiletto sulla Gazzetta ad essere geniale. Sia il titolo che l’attacco rappresentano quanto di più esplicito e contenporaneamnete inoffensivo, serio e serioso, esplosivo e placido, dirompente e dirimente, insomma un vero pezzo di ottimo giornalismo con sole poche righe, un modo arguto e docile di raccontare il “forse”  di una verità scomoda ma domare quel “forse” è cosa da artisti, la Gazzetta e Mulazzi ci sono riusciti. Cosa è scritto sulla Gazzetta di Parma? Titolo : ” Alle Zebre arriva il figlio del Presidente Bernabò“, e poi l’attacco del pezzo del Mulazzi:” Da un Bernabò a un altro. La campagna di reclutamento delle Zebre per la stagione 2014-15 dovrebbe portare a Parma anche Valerio Bernabò, figlio dell’attuale presidente delle Zebre Pier Luigi Bernabò……”. Chapeau.

IL TROPPO STROPPIA?  L’allenatore della Nazionale francese, Philippe Saint-Andrè, non ne può più, le sue ultime dichiarazioni la dicono lunga sulla sua scarsa tenuta del Top14, campionato mangia-tutto che in Francia si è chiaramente mangiato anche Federazione e Nazionale. Il caso transalpino rappresenta infatti l’esatto contrario di quello italiano, va solo aggiunto che a questo parallelismo mancano diversi milioni di euro e diverse centinaia di migliaia di praticanti e di appassionati.  Ha detto Philippe:” Ci sono troppi stranieri, i nostri giovani hanno meno spazio. La Francia è l’unico posto dove la lega è più importante di tutto il resto. Mi preoccupano la tenuta fisica e gli infortuni: se non ci rendiamo conto che un atleta di quel livello non può giocare più di 28-30 gare in una stagione avremo continuamente problemi”. Il Philippe ha tirato una vera fucilata in casa, pochi, fra gli osservatori esterni, riescono a dargli torto. L’eccesso sarà anche figlio del diavoletto ma il rischio che a Tolone o a Clermont pensino di far tutto da soli e che quando è pieno lo stadio di Tolosa il resto sia un di più è davvero tangilbile. Saint-Andrè propone di smontare la sua casa e farne una nuova? Se non ci riesce, in Italia trova le condizioni migliori per lui: c’è solo la Federazione. Dalla padella nella brace.