semifinali ritorno

 

Sarebbe bellissimo che i dirigenti dei team di Eccellenza sentissero di dover arrivare fra i primi quattro in classifica prima di tutto per accedere alle semifinali ed alla finale per il titolo e non per portare a casa il contributo federale extra di euro trecentomila circa che si aggiudicano i primi quattro classificati. Si spera infatti che una Società giochi il Campionato per vincerlo mica per recuperare un Bilancio economico che si è fatto fallimentare nel corso di stagione. Tutto questo sarà, agli occhi di molti, sentimentalismo o, per i redattori dei suddetti bilanci, sempre così ottimisti  a settembre e sempre con l’allarme rosso inserito già a gennaio, faciloneria, ma, pare anche cosa ovvia. Si dice tutto questo consapevoli che il contributo federale di cui sopra vale quasi il 50% di alcuni bilanci di Eccellenza per arrivare, per le Società più ricche, al 20%. Di fronte a questo può darsi che il titolo di Campione d’Italia si offuschi quello che basta ma questo non è bello, tanto per dirla con delicatezza.

Viadana ha affrontato per la prima volta Calvisano in Campionato il giorno della Befana perdendo 16 -22, si è ritrovata con il team calvino il 26 aprile perdendo 32 -26, dodici punti di distacco  facendo la somma dei due match. Nel match di semifinale-scudetto, mica pane e salsiccia, dello scorso fine settimana, Viadana si è presa la stessa differenza punti nel match, circa cinquanta, che il Calvisano qualche settimana ha rifilato alla retrocessa Capitolina. Difficile il Campionato di Eccellenza prenda piede se queste sono le semifinali e, moderatamente indignato, ci si astiene da qualsiasi commento di una partita che non c’è mai stata, una partita che alla fine del primo tempo diceva già 41-7 e. tanto, per citare un particolare, portava in vantaggio  Calvisano dopo tre minuti con una meta tecnica. Il tutto si commenta da se e adesso Viadana faccia pure il suo bilancio.

Quella che si gioca a Rovigo invece è la prima finale di stagione, una battaglia in campo, una festa sugli spalti, alla fine c’è davvero gioia per tutti perchè Mogliano esce di scena ma a testa alta ed i padroni di casa fanno proprio un match che passerà alla storia nel Battaglini.

I Campioni d’Italia in carica fanno molto di più che vendere cara la pelle perchè stanno in gioco e con un piede in finale fino alla metà del secondo tempo e solo alcune imprecisioni di troppo nei minuti finali, cosa peraltro non nuova del Mogliano di quest’anno, li condanna ad abbandonare il sogno della seconda finale. Tonici, a tratti addirittura eleganti, affidabili e decisamente tenaci quelli in biancoblù giocano bene alla mano ma con qualche difficoltà nelle fasi statiche, scoprono però piano piano i difetti inconfessabili di Rovigo, aprono e corrono tanto che, alla fine del doppio match, escono sconfitti ma con una metà realizzata in più rispetto ai rossoblù.

Rovigo che gestisce bene le fasi statiche, fa diventare le rimesse avversarie un incubo ma soprattutto tiene mentalmente benissimo un avversario arrivato al match più tranquillo e meno pressato: è la testa che alla fine farà davvero la differenza ed è grazie a questa stabilità emotiva, cosa abbastanza nuova a Rovigo quest’anno, che Rovigo arriva in finale. Sarà il caso il duo Frati-De Rossi trovi anche qualche opzione difensiva in più in vista del prossimo match con Calvisano perchè la cosa con Mogliano ha ballato parecchio.

Rovigo arriva in finale dopo aver giocato una serie di semifinali vera, con qualche acciacco e tanto fiato speso, questa è la vera differenza con Calvisano, una cosa non trascurabile, un elemento che potrà pesare sicuramente sul piano fisico della finale. Per il mondo ovale di Rovigo arriva il finale di stagione sognato, niente è stato facile, arrivarci non è stata la passeggiata che si ipotizzava la scorsa estate sfogliando la rosa rodigina, il lavoro dei singoli e quello dei coach si è visto ed ora il  popolo rossoblù fa bene a crederci, gli ingredienti ci sono tutti, lo scudetto sulle maglie manca dal 1990, sarebbe il caso di metterci una pezza.