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Credo si potrà amorevolmente convenire che per essere un team che stava per entrare alla grande in Europa, che aveva bisogno di un punto di bonus per strappare la massima competizione europea ai trevigiani, prendere cinquantaquattro punti sia un cosa davvero stupefacente, una cosa da lasciare sbigottiti è poi che di punti le Zebre, perchè di loro si sta parlando, ne abbiano fatti ben zero! All’andata era finita 17 -24 e le Zebre si erano prese il punto di bonus.

Insomma la franchigia che gioca a Parma descrive in una giornata un intero campionato, da un senso alla scarsa penetrazione nel territorio e anche agli spalti vuoti che hanno accompagnato le sue prestazioni per quasi tutto l’anno, riassume in una giornata la  leggerezza in campo e fa ricordare in un solo lampo tutti i punti di domanda che da sempre l’accompagnano compreso quello che recita :”ma questi ci sono o ci fanno?“. Insomma mezza Nazionale va a casa dei gasatissimi e forti scozzesi con un obiettivo potenziale da leccarsi i baffi e non mette nemmeno un calcio fra i pali ?

Ecco perchè per oggi è bene lasciare a Cavinato le sue elucubrazioni e le sue gioie incomprensibili,  la sua è una realtà virtuale.

Treviso perde, prende il bonus e si piazza giusto uno scalino più in su dell’altra italiana, quello che le basta per assicurarsi l’ingresso nella Champions del rugby del prossimo anno; Treviso in Champions da penultima, undicesima, in classifica, con 5 vittorie in stagione, un pareggio e  16 sconfitte, per un totale di 30 punti ed una differenza fra punti fatti e subiti di -215. L’anno scorso Treviso a questo punto era al 7° posto, aveva collezionato 10 vittorie 2 pareggi e 10 sconfitte per un totale di 50 punti ed una differenza fra fatti e subiti di solo -36; nemmeno nelle stagioni precedenti i biancoverdi erano riusciti a fare peggio, tanto per andare solo alla stagione 2011/2012 : Treviso era al 10° posto con 7 vittorie e 15 sconfitte, 36 punti in classifica ed una differenza fra fatti e subiti di -139.

Insomma questa Celtic League è stato davvero una voragine distruttiva per il rugby italiano, quattro anni per vedere solo un proliferare di disastri, la Federazione ha buttato via qualche decina di milioni di euro per nulla, siamo all’anno zero. La FIR a questo punto non aveva obiettivamente molte scelte, la dimensione del flop, che si è evidenziata anche nei risultati della Nazionale, era talmente grande da non lasciarle scampo.

Due cose poteva fare Gavazzi dopo il grande errore delle Zebre, farne un altro di uguale o uscire dal Pro12. Ha fatto la prima cosa, staremo a vedere.

 

5 Comments to: LA REALTA’ VIRTUALE DI CAVINATO E L’EUROPA DI TREVISO

  1. Gigi

    maggio 11th, 2014

    Ora capisco che Gavazzi non piaccia, direi che ascrivere a lui la nascita delle Zebre mi sembra evidentemente una forzatura evidente. Che poi si muova male, nei delicati equilibri rugbistici nazionali esteri e italici, posso anche concordare. Ma lui ora ha fatto quello che il suo predecesssore non ha voluto fare e ha salvato la presenza della Benetton in Pro12, e se proprio vogliamo dirla tutta la crescita della franchigia è evidente e la somma dei punti fatti dalle italiane è solo di 2 punti inferiore a quella dell’anno passato. Più ombre che luci, ma nessun disastro. Ma tanti italiani giocano a livello internazionale e tanti giovani stanno facendo esperienze. Sono semi e germoglieranno

    • maggio 11th, 2014

      Per favore leggere prima di scrivere. Non è scritto che l’idea delle Zebre sia di Gavazzi anche se dicendo così facciamo finta che da Calvisano non ci sia stato nessun ruolo nella vicenda Aironi e sappiamo tutti che non è vero. Sulla posizione di Gavazzi è scritto esattamente il contrario, gli è stata solo addebitata la ripetizione di un errore e la Firetton o Benefir non è altro che questo.
      Il resto mi pare un po’ fantascienza (4 anni di Pro12 ed abbiamo la Nazionale che abbiamo non è un gioco di ombre) ma non mi permetto di replicare oltre perchè qui i commenti di qualsiasi tenore (rispettoso ovviamente) sono solo graditi e la contrapposizione lo è ancora di più. Grazie a te Gigi per la tua opinione.

  2. marco_zell

    maggio 11th, 2014

    Bho, io dopo questo pessimo risultato delle zebre penso sia più una mossa per andare in un europa più abbordabile.
    Per il resto concordo, un pò meno sull’ultima frase, uscire dal pro12 lo vedo impossibile, la fir non ammette mai la sconfitta, mai. Se l’altra cosa da fare era creare un altra franchigia e/o i Dogi con dentro parte del Benetton, non so proprio cosa sia meglio tra resettare l’attuale squadra o crearne una nuova.
    Risultati a parte, quest’anno a monigo si è visto un gioco brutto ma brutto forte.

  3. Gigi

    maggio 11th, 2014

    Scusa ho interpretato male le tue parole, resta la differente valutazione dell’esperienza celtica, per te una voragine distruttiva per il rugby italiano, per me tutto sommato una fantastica base dal quale fare crescere ottimi, giocatori, sabato ero allo stadio a vedere Calvisano Petrarca e lo spettacolo che ho visto non è stato diverso da quello che vedevo ai tempi di Vaccari giocatore, quando vedo giocare gli Zebre (avevo scritto Aironi lapsus notevole), con tutti i loro difetti vedo che quei 20 anni sono passati, che poi si potesse fare meglio, che gli Aironi andavano aiutati, come ora vengono aiutati i trevisani, che i Dogi erano una soluzione migliore, possiamo parlarne. Per me il punto resta questo, senza la celtic, l’unico modo per fare crescere giocatori a livello europeo sarebbe quello di esportarli. Quindi possiamo concordare su alcune cose, il rugby (anche altre cose) per me si costruiscono dalle fondamenta, quindi dai club, e non dalla testa, come Dondi aveva impostato e come Gavazzi poco ha cambiato. O Driscoll è ancora tesserato per University College Dublin RFC ma ovviamente gioca per una franchigia. Noi abbiamo fatto le cose a metà da italiani. Per me il modello irlandese sarebbe quello da seguire, certo la identificazione con le contee è più spontanea che per noi con le nostre franchigie…e la gente allo stadio bisogna pur portarla, cosa che accade in pochi posti. L’alternativa sono i derby tra paesi, Brescia e Calvisano non si sopportano…in veneto ci ne sono a bizzeffe di rivalità ancora più forti, ma nel ruby professionistico non bastano più.

  4. gabriele

    maggio 12th, 2014

    Per almeno altri 8 anni non si può prescindere dal PRO12. Ma chi avrebbe i soldi nel campionato italiano, delle squadre che attualmente ci sono, per mettere sotto contratto giocatori/allenatori di livello per far crescere il movimento? E’ indispensabile che le franchigie diventino tali, quindi prima possibile i DOGI, poi è vitale che vi sia il famoso ascensore in ambo i sensi dei giocatori con le franchigie di Pro12, in questa maniera si arricchirebbe il livello eccellenza. Ah, per favore, non parlatemi di campionati falsati perchè sarebbe veramente ridicolo.