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Il Presidente Onorario FIR Giancarlo Dondi

Europa accordo fatto! Tutto un giubilo ed uno scampanio che si diffonde per l’aria ed il Presidente Federale Gavazzi che declama soddisfazione:” Siamo particolarmente orgogliosi e soddisfatti dell’accordo raggiunto, pienamente in linea con quelle che erano le nostre volontà ed aspettative. Il rugby italiano, dopo aver ottenuto un ruolo di socio paritario all’interno del RaboDirect PRO12, vede riconosciuto per la prima volta un trattamento paritario a quelle delle altre Federazioni di Celtic Rugby anche sulla prestigiosa scena delle competizioni continentali per Club…” . Grandioso!

L’Italia avrà una e non due squadre con accesso di diritto nella massima competizione europea, la ex-Heineken che si chiamerà European Rugby Champions Cup, l’Italia avrà una squadra, prima erano le prime quattro squadre di Eccellenza, che entri di diritto nella seconda competizione europea, si chiamerà European Rugby Challenge Cup, ma potranno accedervi, al massimo altre, dopo aver vinto un torneo di qualificazione con altri paesi FIRA.

Insomma l’Italia del rugby è stata spazzata via e tutti sono felici. Ecco il risultato politico, tecnico, sportivo, di prendere novanta punti a zero in Amlin Cup, di andare a giocare in Francia o fra le proprie mura amiche con squadre di oltre manica o transalpine ed accontentarsi di “aver raggiunto una buona prestazione”,  di aver perso bene e magari quel bene nasconde sessanta punti presi, ecco il risultato delle sconfitte onorevoli in Europa. Il nodo è venuto al pettine, il nostro rugby non vale una diretta TV dei colossi che si contendono i diritti dei nuovi campionati europei, nemmeno i club di Pro12 li valgono in toto, nemmeno loro che ci assorbono da quattro anni molti milioni di euro, ce ne hanno concesso solo uno di diritto.

Se si usano i numeri è facile capire cosa è accaduto:  avevamo sei club che andavano di diritto alle competizioni europee, adesso solo due, sei a due:  gioco partita, incontro, per gli altri però. Game over.

Gavazzi è contento ed ha ragione, ha salvato una cosa importante : i soldi. Era una delle poche cose che gli erano toccate in sorte di poter gestire, di poter negoziare con le altre corazzate europee, mica poteva cambiare i risultati fallimentari di anni di gestione sportiva del suo predecessore e mentore, nonchè Presidente onorario.

Guardare indietro non sempre è la cosa giusta ma si sbaglia chi pensa che oggi, di fronte a questa disfatta che arriva dopo tredici anni di Sei Nazioni e milioni di euro spesi in accademie e immutati settori tecnici federali, si sbaglia chi pensa che non sappiamo riconoscere il diretto responsabile di tutto questo disastro: Giancarlo Dondi. Game over Presidente Onorario.

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One Comment to: AFFOGA NELLA GIOIA COLLETTIVA LA DISFATTA EUROPEA DELL’ITALIA

  1. Francesco

    aprile 11th, 2014

    Articolo che ha un senso,perché GD e’ stato alla guida negli anni buoni,dove si dovevano impostare diversamente le strutture tecniche ,finanziarie della FIR.Ma c’era anche Gavazzi per anni vicepresidente che ha fortemente osteggiato la ripartizione equa del denaro proveniente fal 6 nazioni,e noi al centro sud ne sappiamo qualcosa.Ora però ‘ chi lha mantenuti vivi,Sacca,Gaetaniello ,Ascione Checchinato,ecc ecc il nostro Gavazzi e per un uomo di azienda come lui dice di essere e’ stato un grave passaggio.inoltre meglio sapere che probabilmente a fronte di questa “vittoria”,peraltro già confezionata proprio da Dondi,parlo del denaro e della sua equità,perderemo i contributi IRB e la FIR più o meno pagherà ancora 3 M annui alla CL,ma noi non lo sapremo mai.