Il soltio ottimo Kaine Robertson in azione

Il solito ottimo Kaine Robertson in azione

L’Eccellenza vista sulle prime cinque chiede solo di rispondere a qualche domanda di piazzamento finale, cose temerarie visto il punto della stagione ma se non ci si diletta a dare queste previsioni da “Il Nero Il Rugby” allora è un po’ come tradire la mission.

La classifica è nota, la schiacciasassi del Campionato si chiama Rugby Rovigo, tradizione da vendere e giusto uno scudetto in meno degli acerrimi avversari padovani, ovvero la voglia di pareggiare i conti. Stagione quasi perfetta fino ad oggi, una barcata di nomi sugli scudi ma poi i soliti Luke Mahoney e Basson a togliere alcune castagne dal fuoco nei match che contano. Rovigo ha l’immagine dello squadrone, è vero che ci sono una valanga di bei nomi, molto conosciuti, ma ci sono anche sorprese interessanti che hanno fatto brillare il gioco rossoblù. L’attenzione si è posata su questo scorcio iniziale di campionato su  due ottimi di classe ’91: Nicola Quaglio rodigino doc, pilone validissimo e la terza linea Edoardo Ruffolo. Per quanto riguarda la stagione “quasi” perfetta ricordiamo che la prima finale, quella del Trofeo Eccellenza, è andata molto male e Rovigo che, su come si affronta un appuntamento così, continua ad avere bisogno di ripetizioni. La previsione  “Rovigo in finale” è fin troppo semplice.

Appena fuori dalla zona play off oggi c’è Viadana, società in acque agitate che solo ora, forse, tira le somme dalla esclusione dalla Celtic League dei “suoi” Aironi. E in quinta posizione e la previsione che piace raccontare oggi è che il suo posto sia quello. Bella squadra, composta ma senza acuti, gioco un po’ fermo alla capacità di quelli davanti ed i soliti nomi a brillare, Keanu Apperley, Robertson e l’inossidabile Padrò. Una segnalazione è d’obbligo in prima linea, Giulio Cenedese, pilone sinistro, classe ’88.

Il passo di Calvisano dietro a Rovigo è quello di marcia, Guidi ha messo insieme un mix di esperienza con tanti stranieri navigati nel campionato italiano;  l’obiettivo è chiaramente quello di fare l’anti-Rovigo e per ora gli sta riuscendo benissimo. Peccato che senza Paul Griffen il Calvisano in campo non sia ancora capace di ragionare veramente, peccato che i suoi più in vista siano si davvero forti e davvero bravi ma non siano una novità:  Augustin Cavalieri, Simon Picone, De Jager, Alberto Chiesa, Braam Steyn ed il solito fin troppo scaltro Salvatore Costanzo. Calvisano forse la si vede in finale ma forse anche no, fargli uno sgambetto non pare impossibile.

Il miracolo di Pratichetti si chiama Cavalieri, una squadra di fatto esondata verso Rovigo, ricostruita, rientrata forse in crisi societaria (si arrabbiano se qualcuno lo dice e promettono addirittura querele)  ma in campo sono sempre più che ok, rugby interessante, non troppo volatile e non troppo pesante, quindi nella testa della classifica. Primi Cavalieri sono senz’altro Lorenzo Giovanchelli, ottimo tallonatore ed il solito Majstorovic, vero risolutore di molte situazioni choc. Interessante il Cavaliere Jacopo Zucconi, classe ’91, mediano di apertura. Fra i primi quattro, se non si sveglia Viadana, ci sono ma la finale quest’anno forse no.

Mogliano è sempre in cima, Campione d’Italia non a caso. La direzione tecnica di Mazzariol ha tolto un po’ di ariosità e fantasia ed aggiunto concretezza; è una squadra che può fare molti danni verso il finale di stagione. Molti giovani talenti in campo ma Mogliano deve comunque qualcosa di più a qualche “solito”: Alberto Lucchese, Matt Cornwell, Niccolò Fadalti e  Meyer Swanepoel. Promettono molto bene Enrico Bacchin, centro del ’92 e Luca Petillo, terza linea del 1989. Se qualcuno può fare lo sgambetto a Calvisano questo è proprio Mogliano, potrebbe ripetere la finale anche quest’anno, deve confermare lo sprint di fine stagione che sembra promettere.

Eccellentemente vostri.