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La questione dei Dogi si o Dogi no avrà nei prossimi giorni il suo concreto svelamento ma, ad oggi, fa comunque e pur sempre epoca il fatto che i club veneti, sfidati da Gavazzi oltre ogni decenza in passato, ricontattati separatamente e altrettanto separatamente lusingati su vari fronti nell’ultimo anno e mezzo, sbeffeggiati ed omaggiati a seconda delle convenienze politiche dal massimo organo della FIR, bhè, nonostante tutto questo i club veneti sono rimasti compatti. Anche sulla questione dei Dogi.

Lo stesso Gavazzi nel contattare i club di Eccellenza per chiedere loro l’adesione come Dogi alla lega celtica aveva volontariamente ammesso l’esistenza di una leadership, nel movimento ovale, di questa unione veneta; che il Presidente ammettesse questa cosa lo si vedeva già dal suo sabotaggio delle relazioni con Marzio Innocenti, Presidente del Comitato Veneto, perchè sabotarlo se non fosse stato considerato “un pericolo”?. Innocenti rappresenta infatti l’unione del Veneto, rappresenta quel mancato sfilacciamento che il Presidente Federale aveva tanto cercato ed auspicato dopo la sua elezione federale.

Alla fine però Gavazzi dai veneti a proporre loro il Pro12 ci è andato eccome e questo gli va riconosciuto come un gesto di lungimiranza, indipendentemente dal fatto che poi lo abbia condito con mosse e contromosse poco convincenti.

Il nodo della questione quindi sta proprio in questo: quella dei Dogi è sempre stata una partita politica, purtroppo, ed è anche la soluzione finale alla “questione veneta“, questione che il Presidente federale vuole risolvere in qualche modo.

Preso atto che l’unione dell’ovale veneto esiste ora tocca riavvicinarsi, la cosa di cui tutti sono certi è che entrambe le parti questo lo vogliono; sicuramente i veneti i quali hanno dimostrato ormai a loro stessi prima che agli altri, di essere “nuovi” nella loro unità. Per il resto ai veneti non piace stare a politicare troppo a lungo, quelli del nordest non sono gente da trincea, la specialità veneta è:  o il fare o piuttosto il silenzio e l’attesa.

La questione Dogi può quindi riavvicinare la FIR a tutto il Veneto ovale ma ad un Veneto ovale diverso a quello che c’era stato negli ultimi vent’anni ed è a questo che Gavazzi pare non riuscire a rinunciare. La partita sta qui ma, dopo le ultime riunioni fra club veneti di questi giorni,  Gavazzi su questo non ha davvero scelta.