a testa alta

E’ tutto vero, se lo sono giocato alla grande l’ultimo match di Heineken Cup le due italiane, più evidenti i limiti dei parmigiani, più scoppiettante ma senza soluzioni di continuità Treviso, alla fine per loro i titoli erano quelli della ennesima “sconfitta onorevole”.

Eccoli tutti e due i team italiani accomunati dallo stesso titolo di giornale nelle loro rispettive città, accomunati da una identica sorte che fino a qualche  mese fa sarebbe stata impensabile per i più, soffocati fra i tweet al veleno di Cavinato ed il “sono soddistatto della prestazione” detto da Goosen che ricorda moltissimo lo stile Gajan. Non c’è differenza, Treviso e Parma pari sono nella coppa europea, zero punti per entrambi e, al di là di chiedersi cosa ci sia di così onorevole per finire, dopo quattro anni di Celtic, a zero punti, è  questa comunione di stato che le cronache di altri giornali, Gazzetta e Corriere dello Sport, non hanno potuto fare a meno di sottolineare.

1La questione delle Zebre è cotta e ri-cotta, se ne è parlato a lungo e, pare evidente, nonostante il gioco della difesa sia migliorato ancora oggi dell’attacco non se ne ha traccia, la cura Cavinato-Casellato-Troiani-Ongaro non ha sortito ad oggi effetti perchè quello di essere al pari di  Treviso è “un merito” tutto dei veneti.

In una recente intervista alla Gazzetta dello Sport il Presidente FIR Alfredo Gavazzi aveva così chiosato una serie di interviste sul Pro12:”  ...a fronte di un investimento di 70 milioni, quanto ha dato la Celtic al rugby italiano? La Nazionale, in termini di risultati, nel quadriennio che va a concludersi, ha reso più o meno quanto quella del 2006-2010” e poco dopo, parlando dei “risultati che non arrivano” in casa trevigiana,  aveva bacchettato Treviso di non avere “una visione condivisa con lo staff azzurro“.  La crisi trevigiana emergeva con tutta evidenza nella risposta che Zatta e lo staff di Treviso avevano dato a  Gavazzi con un comunicato stampa:”Possiamo (parzialmente) condividere le considerazioni sui “risultati che non arrivano”: riteniamo che la principale causa, sia conseguenza della permanente atmosfera di incertezza a ogni livello“. E qui Treviso ha toppato clamorosamente. I fatti danno ragione al Gavazzi e Treviso non la può buttare sempre in politica.2

Toppa pure il Munari quando, nelle varie interviste, si aggrappa sugli specchi nel momento che deve commentare i pessimi risultati di Treviso in Pro12 e coppa europea; qualche dato per lui, a cui non piacciono i dati, perchè l’incertezza pare abbia mietuto alla grande nella coppa europea dove la Benetton ha, nelle fasi a gironi appena terminate, il record di mischie perse (15), il record di rimesse perse (22) ed il record di cartellini gialli (10). Questa, dopo 4 anni di rugby europeo ad Alto Livello, visti gli zeri punti in classifica di Heineken, visti anche i risultati raggiunti in Pro12, è una debacle tecnica e non “politica”.

Speriamo vada meglio in futuro che di una Benetton sana e di vertice se ne ha bisogno come il pane, soprattutto speriamo che i vertici biancoverdi si autorizzino al realismo ed a quel minimo di umiltà che fa bene prima di tutto a loro; il ko per ora è evidente ma niente è davvero irreparabile. La voglia di rialzarsi è importante, si è vista con Leicester ma poco-poco con Montpellier, ora sarebbe importante averne le tasche piene di sconfitte onorevoli, sia lo staff biancoverde a non sedersi sulle “buone prestazioni”. L’Italia si merita di vedere giocare un buon rugby, perchè la cosa vale tutti i settanta milioni di cui sopra. A testa alta si può anche vincere.