heineken cup

Il futuro delle nostre coppe europee si tinge di nero proprio nel giorno in cui le maggiori Federazioni ovali europee “comunicano congiuntamente” aver trovato un accordo che mantiene centrale il ruolo di ERC accogliendo alcune delle richieste dei club inglesi e francesi.

Il super-comunicato, sottoscritto da tutte le Union del Sei Nazioni esclusa la RFU che era assente all’incontro, pareva avere ben altri obiettivi rispetto alla Heineken o alla Amlin Cup ed è su questo fronte che forse si devono ancora consumare le prime potenziali fratture nel movimento europeo del rugby.

Sono infatti i club francesi ed inglesi, tramite rispettivamente i loro organi diretti di rappresentanza che hanno promosso questa “rivoluzione”, che hanno presentato la nuova coppa europea, che hanno aperto “il fuoco” contro ERC, che hanno annunciato gli appoggi ricevuti da vari altri club europei. Non sono loro però che ieri hanno sottoscritto quel comunicato e, se fra gli inglesi i problemi sono tutti casalinghi ma non si prestano alla immediata evidenza visto che la Federazione inglese (RFU) si nasconde un po’, lo stesso non si può dire per i francesi dove lo scontro tra Lega dei club e Federazione nazionale (FFR) è aperto da mesi. Non è agile nemmeno la posizione della federazione gallese (WRU).

Lasciamo per un attimo però lo “spennatoio” europeo del rugby fatto di  contratti federali d’oro e club milionari, situazioni che per una volta non abbiamo motivo di invidiare, ed andiamo incontro ad altra considerazione.

I club francesi ed inglesi con la loro azione avevano messo in pesante dubbio l’autorità e l’autorevolezza delle Federazioni nella gestione del rugby Nazionale ed europeo, questo comunicato è la risposta dell’intero sistema federale europeo, esclusa per ora la RFU inglese, risposta che ha marcato la propria assoluta ed esclusiva competenza sulla gestione e gli assetti del proprio sport.

In pratica l’attività dei club verso la modifica delle coppe europee aveva messo in discussione la stessa piramidalità organizzativa del rubgy, si era forse spinta oltre i propri intendimenti? Probabilmente si o comunque la “politica” ovale ha fatto in modo fosse così; è emersa però la mancanza di una proposta alternativa al sistema attuale da parte dei club ribelli sul tema specifico che, bisogna dirlo, ha messo in risalto la assoluta capacità dei tanti soldi di cui questi club dispongono  di mettere in crisi l’intero sistema.

Consideriamo ora le differenze e come la situazione sia, a livello francese ed inglese, quasi opposta rispetto a quella italiana dove una Federazione ricca e, con la gestione Gavazzi, autoritaria, governa un movimento economicamente allo stremo e ne sancisce le scelte in base alla distribuzione della propria dote finanziaria.

Questo comunicato emesso dalle Federazioni europee nelle diverse Union suona quindi, viste le profonde differenze fra le varie Nazioni,  in maniera molto differente. L’unico dato che appare però incontestabile è che sono le Federazioni l’unico snodo possibile anche per il cambiamento e, proprio in virtù delle differenze di cui sopra, è giusto resti così.

Si possono non approvare le scelte Federali ma un conto è contestarle e cercare di condizionarle per vederle modificate, un altro quello di cercare una rapida esautorazione del massimo organo di governo. Questo è il punto che i soldi inglesi e soprattutto quelli francesi pare non riusciranno a comprare.