Meravigliosa Cremona

Meravigliosa Cremona

Le girovagate per l’Italia della nostra Nazionale legano certi destini che spesso non sono immediatamente visibili, così il passaggio dell’Italrugby per Cremona è stato prima di tutto, prima che una partita della Nazionale di Rugby, una grande occasione di festa e di abbraccio fra quella città e questo sport che le è quasi sconosciuto. Prendiamone atto e lasciamo che Cremona ci insegni, ci ricordi, qualcosa.

A Cremona il match Italia – Fiji è stato per molti un evento promozionale,  un modo per far parlare della propria cucina o del tradizionale torrone, segnalare la presenza di una Banca, far conoscere la propria palestra o la propria attività, far risaltare la necessità o la crescita di una opera sociale. Il rugby che tocca queste città è soprattutto questo e così deve essere, così è bello che sia. E’ anche molto bello il modo che ha usato, per segnalarci tutto questo, “La Provincia – Quotidiano di Cremona”  con un pezzo molto significativo di Michele Talamazzi ben titolato “E adesso vediamo l’effetto che fa“.

Talamazzi racconta la  gioia per lo Stadio Zini finalmente pieno e poi quel particolare a noi forse già passato in consuetudine del “vedere una squadra avversaria, fischiata per il proprio gioco rude, fermarsi a fine gara ad applaudire e ringraziare il pubblico dello Zini”  che per Talamazzi “è il miglior spot che il rugby potesse avere”, racconta del match come scoperta che “il vero termometro del successo dell’Italrugby a Cremona lo avremo solo nei prossimi mesi, forse anni...”. Il rugby a Cremona doveva essere ed è stato un bellissimo spot, ovvero una opportunità per il nostro sport e per la città, ecco cosa doveva essere la Nazionale a Cremona ed allora possiamo dirlo forte: missione compiuta.

Troppo presi dalla difesa poco solida o dalla mischia in difficoltà, dalla percentuale al piede o dalla gestione dei punti di incontro ci si dimentica a volte di raccogliere l’altro pezzo del  rugby, la sua capacità di essere amicizia e abbraccio, di essere promozione positiva per se e per chi lo sa rispettare.  E’ così che quel risultato così sofferto diventa anch’esso una opportunità perchè “si può dire che il 37-31 con cui l’Italia ha domato le Fiji è stato tutt’altro che inopportuno: nove mete di vario tipo, dalle corse dei fijani a quelle di tecnica e potenza degli azzurri, sono stati come un corso accelerato di rugby…”.

Risvegliati così dal torpore cronachistico o dal commento puntiglioso e riduzionista piace guardare al sapore positivo che quei trenta energumeni in campo sanno regalare a chi li frequenta, a questa capacità del nostro mondo del rugby di fondersi con gli ambienti tirandone fuori il meglio.

Ci sono diversi modi di vedere un Test Match, eccone qui sopra uno che, guardandoci fino in fondo, è un modo molto ovale di stare davanti alla partita di rugby: teniamocelo stretto.