Dalla mischia al piede. Le nuove regole negano la mischia pesante e d’impatto al Campionato italiano di Eccellenza e questo si vendica producendo ed  inserendo fra le sue fila dei calciatori DOC, gente dal piede caldo, anzi caldissimo, gente che decide match e classifiche.  Partiamo da Calvisano che strapazza Reggio con un Griffen, non è una novità, che sfodera al piede un bel 6/7; lato Cavalieri, in quel di Mogliano, è Browne che mette giù un 5/5. Per le Fiamme Oro è 7/9 il risultato totale al piede del solito Nicola Benetti che sbaglia due drop e fa 6/6 dal piazzato e 1/1 dalla trasformazione; realizza un 4/4 Mucelli per il suo San Donà contro la Capitolina  e, a Rovigo, risponde al 4/6 del rossoblù Basson il 6/7 del neo-laziale Nathan.

Se si vuole uscire vincenti da una partita di Eccellenza ci vuole molta disciplina, concedere calci agli avversari equivale spesso a segnare negativamente la propria sorte o a costringersi a fare gli straordinari per mettere a posto la partita, cosa che spesso poi non riesce. Aveva detto Andrea Moretti dei suoi petrarchini nel preview del suo match con le Fiamme Oro: ” Il 70 per cento dei punti dei nostri avversari vengono dal piede di Benetti, per cui dovremo essere bravi a concedergli meno opportunità possibili.” Qualcosa di molto importante non ha funzionato fra i padovani se alla fine del match, oltre ad una brutta sconfitta che toglie loro il primato della classifica, i punti di Benetti sono oltre 80% del totale. Valsecchi , assistent coach delle Fiamme Oro parla per i suoi :” Questo è un gruppo di livello assoluto e sta crescendo giornata dopo giornata. Ma non dobbiamo montarci la testa. Questa è una vittoria importante, ma il cammino verso la salvezza è ancora lungo”; il lato petrarchino invece piange la discontinuità che lo riporta indietro in classifica e ridimensiona le sue immediate ambizioni.

Sono tre i risultati larghi della sesta giornata, quei risultati che faranno parlare delle due o tre velocità del Campionato, il primo è di Calvisano contro Reggio, già segnalato il funambolico Griffen, il secondo è del San Donà sul campo della Capitolina con uno scatenato Flynn Man of the Match e poi c’è la Lazio a Rovigo. Dice Frati alla fine della sua partita:” Non abbiamo mai, e sottolineo mai, pensato che giocare contro la Lazio sarebbe stato facile. Il nostro obiettivo non era fare cinque punti, bensì vincere la partita. La Lazio gioca un ottimo rugby, ha una classifica bugiarda…“; infatti i biancocelesti tengono la spinta dei rossoblù fino al dodicesimo del secondo tempo quando, sul 22 pari, arriva Basson a portare a 25 i suoi e, di li in poi, Rovigo dilaga fino al risultato finale. La dinamica della partita della Lazio è chiara e la dichiarazione finale del Coach laziale Giampiero Mazzi è solo una conferma:” Abbiamo la coperta un po’ corta, facciamo del nostro meglio per conquistare più punti possibili. Speriamo di recuperare la rosa al completo. I nostri cambi sono ben diversi da quelli di Rovigo, e spiegano in parte la partita.” 

Franco Properzi

Passano i Cavalieri contro i Campioni d’Italia in una partita dove le due formazioni si trovano a giocare sulla rispettiva interdizione più che sul proprio modulo. Partono fortissimi i Cavalieri fisici e determinati, dettano legge in mischia ed approfittano di un Mogliano un po’ rinunciatario sui punti di incontro, Mogliano passa la metà campo dopo venti minuti ed allora comincia la partita, i veneti provano a dare aria al gioco mentre i toscani stanno su spazi più stretti utilizzando una evidente superiorità sulle fasi statiche, alla fine del primo tempo sono due le mete del Mogliano che chiude, un po’ inaspettatamente, in vantaggio la prima frazione. Nella seconda parte le cose si riequilibrano, Mogliano gioca sul dritto e mette in campo davvero delle belle cose, i Cavalieri contengono e ribattono fino all’ultimo quarto quando la partita, fino a quel momento di ottimo livello, acquisisce qualche errore di troppo e sono proprio due errori gravi del Mogliano che danno la vittoria finale ai Cavalieri. Se da una parte oggi si è visto un Lucchese meno ispirato del solito dall’altra un plauso speciale va al numero 1 dei Cavalieri Lombardi che, oltre a dominare le mischie con la prima linea, dimostra un generale concreto dinamismo; lato Mogliano bella prestazione di Bacchin, Candiago e Ravalle, i Cavalieri esibiscono il solito Nifo ma piace molto anche Saccardo. Vincono i Cavalieri perchè più continui e costanti, molto omogenei in tutta la partita, una prestazione tutta uguale per ottanta minuti, forse più preparati ma anche più disordinati quelli del Mogliano che gestisce la partita a folate, alternando grande veemenza ad estrema leggerezza.

In una fase particolare del secondo tempo tutto il Mogliano si trova a ridosso della propria panchina, tutto si svolge in un attimo, Properzi  vuole i suoi in cerchio, cala il silenzio sullo stadio, Properzi segna con un dito tutti e tre quelli della prima linea e dice:” Troppo alto, troppo alto e troppo alto, non andate a prendere il portatore che di portatore non ne avete preso uno nella vostra vita, adesso basta, testa bassa e spingere“. I giocatori annuiscono quasi soddisfatti, parte un fragoroso applauso dal pubblico che ha seguito attento la scena, Properzi ha segnato un pezzettino di storia del suo Mogliano, certo è anche una storiella in più da raccontare  in club-house ma il Franco Properzi Curti, l’indiano sette volte Campione d’Italia, ha raccontato in un attimo l’essenza del rugby ed il grande cuore di questo suo Mogliano, Campione d’Italia.