Tommaso Allan giocatore della Nazionale scozzese di rugby

Brunel ha convocato gli azzurri per i test match di Novembre e sono mediamente tutti felici o quasi. All’appello sono mancati dei nomi, ne sono entrati degli altri, la lista “politically correct” di Brunel include i presi in considerazione anche se infortunati ed i soliti nomi di esordienti, questa volta sono tre.

Fra questi ha fatto clamore, soprattutto in Scozia, la chiamata alle armi azzurre di Tommaso Allan che, particolare evidentemente trascurabile, ha già indossato la maglia della Nazionale scozzese come Under17 poi come Under18 ed infine anche come Under20. Tommaso infatti è nato a Vicenza da madre italiana e dal padre  William che giocava a rugby in Italia ed è doppiamente figlio d’arte, lo zio John ha avuto 9 caps in Nazionale scozzese e 13 in Sudafrica fra il 1993 ed il 1996. Tommaso ha giocato nelle giovanili del Petrarca e poi si è trasferito in Inghilterra e Sudafrica per approdare quest’anno in Francia dove gioca ora  con il titolatissimo Perpignan, l’ultima squadra allenata da Brunel prima dell’incarico nella nostra Nazionale. Tommaso ha già giocato anche il Sei Nazioni Under20 con la maglia scozzese, anche contro l’Italia.

La Federazione scozzese ha fatto seguire alla convocazione di Brunel un laconico ma significativo “Siamo alla ricerca di chiarimenti sul suo futuro, abbiamo monitorato i progressi di Tommy Allan da qualche tempo e continueremo a farlo.”, molto più pratica la dichiarazione di ieri alla BBC dello zio John che ha detto:”Ho sempre spinto Tommy, come lo chiamo io , a giocare per la Scozia ma penso che andrà a chi arriva per primo.

Benvenuto Italrugby nel giro delle maglie in affitto. La Scozia ricorda il caso di Steven Shingler, cose di meno di due anni fache, avendo la mamma scozzese, era stato convocato dalla Scottish Rugby Union nonostante avesse giocato in Under20 per il Galles. In quella occasione i gallesi si erano opposti presso IRB vantando la partecipazione con maglia rossa mentre da parte Shingler avevano obiettato che il ragazzo non aveva firmato nulla e si sentiva ancora eleggibile addirittura anche per l’Inghilterra dove giocava. La cosa è terminata nel maggio 2012 dove IRB ha dichiarato che Shinlger, per aver vestito la maglia gallese nelle occasioni ufficiali di Under20, era eleggibile solo per WRU, la federazione gallese. Shingler ha fatto ricorso ma ha perso ancora ma in compenso è stato convocato nella Nazionale gallese proprio quest’anno per il tour estivo in Giappone.

Adesso potremmo anche soffermarci sul caso se Allan sia o non sia eleggibile per l’Italia ma è chiaro che nella storia di Shingler quello che non piaceva era quel cambiar maglia con disinvoltura che non sapeva di  rugby: questo primo dubbio potremmo allevarlo ora anche qui da noi. Poi verrà anche da chiedersi se, con tutte le Accademie super finanziate dalla FIR e dopo quattro anni di  franchige Pro12 e due di franchigia federale, si debba andare in Scozia rovistando fra le parentele per trovare un ragazzo che ha già vestito altri colori. Questo è il secondo dubbio, il più mortificante che, vedi Brunel, forse non tutti ce lo meritavamo.

One Comment to: SI CHIAMA ALLAN IL DUBBIO CHE NON CI MERITIAMO

  1. M.

    ottobre 11th, 2013

    Mah Nero è il professionismo. Purtroppo così è, Tommaso avrà valutato dove ha più possibilità di giocare e cosa è meglio per la sua carriera. Anche perché come giovanili ha girato tra Scozia, Italia, Inghiterra e Sudafrica. Quindi la sua formazione è estramente diversificata e sovranazionale. Ora Tommaso è nato in Italia, madre italiana, non è che “cerchiamo tra le parentele”, è che Tommy è italiano. Cioè non è un caso Gower, è roba ben diversa, doppia nazionalità, sceglierà lui cosa è meglio. Poi certo essersi fatti le giovanili con gli scoti e poi venire con noi, immagino a loro lasci molto amaro in bocca…