E’ troppo presto per tutto, anche per dire che il Campionato di Eccellenza è già a due velocità, sentenze così drastiche e dolorose dopo solo una giornata è roba da corvi, portiamo pazienza che magari potremmo scoprire che le velocità sono tre o quattro.

L’unica sorpresa della giornata, quella che segna lo spartiacque fra chi ne a prese tante e chi ne ha date tante, è il Petrarca sconfitto sul campo della sopravvissuta Prato. Ci si aspettava molto di più dai ragazzi di Moretti che hanno giocato un match dove, su 33 punti complessivi, vengono segnate solo due mete mentre loro si caricano sul proprio groppone ben tre cartellini gialli; per il resto i complimenti vanno al man of the match Toby Browne che con il suo 5/7 al piede  risolve la partita.

Nel computo di chi ne prende tante c’è chi ne ha prese troppe, la Capitolina rimedia 8 mete dal Mogliano e poi c’è Cornwell che ne mette fra i pali 5/8, risultato imbarazzante anche per una neo-promossa ma aspettiamo di vedere questi romani alle prese ad esempio con i due derby romani per capire quanta ne hanno. Molto brutto è il risultato di San Donà, si poteva anche prenderne tante e far fare bisboccia a Steyn, come è stato, ma facendo almeno qualche punto, quelli del Piave invece non sono arrivati nemmeno al piede. Viadana vince a Reggio in una partita dove volano 6 cartellini gialli, tre per parte, che su un totale di 11 distribuiti nella intera prima giornata fa una bella percentuale. Sarà il caso Viadana si dia una registrata perchè così non si fa primato.

Applausi fragorosi dal pubblico rodigino per Bacchetti che torna a Rovigo da avversario e vero boato incontenibile sale a fine partita dallo stadio quando lo speaker annuncia il risultato negativo del Petrarca, in questi due abbracci con la propria storia e la propria passione c’è la sintesi di un pomeriggio rossoblù che si gode lo stadio con maxischermo, il restyling  del suo perimetro ma soprattutto 3000 spettatori. Il resto del capolavoro lo fanno Frati e De Rossi con la collaborazione di un certo Mirko Bergamasco. Il biondo di Parigi entra in campo un po’ contratto, la sindrome è chiara, soffre l’aspettativa altrui e forse crede di dover fare di più di quello che serve, poi si apre e diventa una pregevolezza: interventi precisi, placcaggi risoluti, apertura decisa, una meta che è una invenzione personale ed un 5/7 al piede, il Mirko è di un altro livello e si vede.

 E’ la mischia del Rovigo però la vera condanna delle Fiamme Oro che perdono terreno, palloni e punti ogni volta che tocca ai primi 8 e che, vincitori dei punti di incontro, si trovano spesso con palla in mano ma senza soluzioni apprezzabili di fronte alla difesa durissima dei rossoblù ed alla mancanza di propri automatismi nelle rimesse laterali. Le prime tre mete di Rovigo, alla fine saranno sei, sono già tutto il repertorio: l’invenzione del fuoriclasse, il gioco aperto alla mano ed il carrettino. Nel secondo tempo Rovigo aspetta l’avversario con cinismo ed il gioco è fatto. I rossoblù mettono in campo un gioco pulito, in certi momenti assolutamente armonico, piacevole e con rare sbavature nei fondamentali, molto movimento sulla linea e belle folate alla mano. Ottimo il solito Ngawini, terrore degli spazi e a volte troppo imprevedibile e veloce proprio per i suoi compagni, ottima la prova di Lubian e di Mountariol, senza troppi pensieri la partita di Mahoney, a volte un po’ lento il Frati in campo.

Pasquale Presutti a fine partita dirà “E’ stato un buon banco di prova ma abbiamo fatto troppi errori“, nonostante questo rimane evidente la prova di Vedrani, un buon Naka ed il buon movimento di Canna che gira davvero  bene la linea a fianco del solito ottimo Benetti calciando anche, al suo posto, con un buon 3/4.

Era solo il primo turno di Eccellenza, aspettare per credere.