Quando è uscito il calendario di Pro12 i più avevano una chiara dimensione di come sarebbe stata la classifica alla seconda giornata, le Zebre hanno, ahimè, rispettato il pronostico ma chi invece ha disatteso le previsioni sono i biancoverdi.

Se a Treviso il risultato con Ospreys andava stretto più che per propri meriti per una gestione generale dell’incontro che premiava troppo i furbi ed i mestieranti invece del rugby, in terra gallese la batosta è stata pesante e tanto più perchè rimediata da un team, Scarlets, certamente non irresistibile. Se si guardano poi le dinamiche tecniche dell’incontro il fatto che la mischia abbia fatto flop e che in campo persista un regime di confusione organizzativa racconta forse qualcosa di più, racconta di una squadra che non è solamente all’inzio di un campionato importante e che ha ancora troppi ingranaggi da rodare ma, anche tenendo conto che quei ragazzi giocano insieme da anni e si conoscono a memoria, di un team che ha delle difficoltà di ripartenza e di maturazione non indifferenti. Il General Manager di Treviso ha detto recentemente che “il rugby si gioca per il 99% con la forza ed per il restante 99% con la testa” impossibile dargli torto.

Verranno tempi migliori per il Benetton Treviso ma la reazione deve essere immediata anche per non perdere il contatto con i vertici della classifica proprio adesso che poi quando se ne vanno i Nazionali chissà cosa succede.

Le Zebre, per niente spettacolari ma concrete e decise nel loro primo tempo con Munster, si perdono nella ripresa e subiscono il ritorno della Red Army che impone pesantemente il gioco e lascia solo scompiglio fra le fila parmigiane. In campo non si vedono cose speciali ma meritano una citazione Leonard e Orquera che tengono in mano la loro squadra, grande maturazione nei molti giovani zebrati ancora non se ne vede ma, tempo al tempo. Il lavoro dei due coach italiani, Cavinato e Casellato, non lascia ancora davvero l’impronta anche se qualcosa si comincia a vedere, il gioco alla mano più fluido del primo tempo magari ricorda il miglior Mogliano.

E’ questo il tempo dell’attesa in una stagione fondamentale per il rugby italiano, c’è il rinnovo del Pro12 e c’è una dimensione tecnica da raggiungere per essere davvero una futura Nation di punta del rugby europeo, appuntamenti ineludibili, l’attesa è doverosa ma se non entra la marcia giusta le conseguenze ora dovrebbero essere pesanti.