Come funzionerà non è chiarissimo ma la nuova strategia di comunicazione che la Red Hot Ideas ha programmato per la FIR parte decisamente bene nella sua prima apparizione a margine della presentazione ufficiale del nuovo contratto di collaborazione. Sono moltissimi quelli che hanno già messo la loro “faccia” per il  #faccedarugby e molti altri lo faranno.

Il faccedarugby è prima di tutto uno strumento “social”, del resto twitter e facebook sono i luoghi dove si vive rugby ogni giorno molto più che non su giornali e TV e cercare strumenti adatti per far incontrare sempre più spesso il nostro sport con la sua gente proprio tramite questi mezzi non è solo azzeccato ma è anche realistico.

La agenzia porterà avanti due livelli di intervento uno più istituzionale ed uno legato al “coinvolgere il movimento, la base e gli appassionati, avvicinandoli sempre più alla Nazionale rendendoli parte attiva nella comunicazione e nella divulgazione dei valori della palla ovale, sempre più “passione italiana”. Un progetto di ambizione contenuta sul piano più generale visto che da sempre il mondo che gira intorno alla Nazionale è già come sopra descritto ma la cosa positiva è il coinvolgimento, questa è una chiave molto interessante. 

Considerato che si tratta di postare una propria immagine che arriverà al sito www.faccedarugby.it, “dove le immagini dei tifosi andranno a braccetto con quelle degli Azzurri per confluire poi, tutte insieme, nella campagna di comunicazione istituzionale dei Cariparma Test Match 2013” qualcuno potrà  obiettare che lo sbandierato coinvolgimento, peraltro molto virtuale, è però legato a coloro che riescono ad accedere ai social network.

C’è infatti una fetta di mondo che, per età o per vocazione, non vive certo sulla rete o tanto meno la frequenta, questo mondo, è vero, viene di fatto escluso da questo nuovo approccio FIR. Resta però il fatto che l’idea del #faccedarugby naviga nel mondo che le appartiene, la FIR, accettando un progetto di questo tipo, ha finalmente preso atto che esistono oggi diversi livelli di coinvolgimento, diversi strumenti con i quali si può comunicare rispetto al passato. La FIR ha però innanzi tutto preso atto che il rugby è già qui, è già in rete, perchè questo è lo spazio dove il rugby ha deciso di ritrovarsi, in un crescendo entusiasmante, da diversi anni a questa parte.

Spazio totale a nuovi media allora, abbiamo visto il Pro12 delle italiane approdare sul digitale terrestre di Italia2 ed il Sei Nazioni lo vedremo sulla piattaforma di Discovery e sul canale Dmax, non dimentichiamo poi che pochi giorni fa abbiamo festeggiato, con mille auguri e moltissime congratulazioni per l’eccellente lavoro che svolge, il primo anno di vita di ONrugby.it , primo ed unico portale  made in Italy dedicato interamente al rugby.

L’intuizione della FIR di aprirsi così decisamente a questi nuovi mezzi merita un plauso, così come lo merita questa ricerca di coinvolgimento,  c’è da aspettarsi che lo strumento scelto si possa involvere un po’, come è tipico di questi “giochini” via web, ma questo approccio ci può certamente aiutare a proporre di più e meglio il nostro sport.