Lo staff tecnico delle Zebre Rugby stagione 2013/2014:da sinistra Umberto Casellato, Andrea Cavinato e Vincenzo Troiani

Far finta che non esistessero, specialmente nel finale di stagione, è stato abbastanza facile, perchè non esistevano. Le Zebre erano il nulla per risultati e per gioco, senza pubblico e senza identità, trapiantati a forza in una delle città dove il rugby manifestava la sua crisi forse più evidente, con un allenatore già ritirato dalla competizione da tempo e con una risonanza media che ha raccontato per otto mesi, settimana per settimana, che “si erano visti progressi evidenti nonostante la sconfitta”. La mente è volata per otto mesi agli Aironi e la domanda è risuonata senza risposta sensata: perchè?

Ora la musica pare cambiata, le Zebre sono ancora in sella o almeno danno la sensazione di provarci; hanno una dirigenza dimissionaria rimpiazzata in salsa romana che già qualcuno, nessuno di Parma, ha urlato al trasloco nella Capitale perchè pare che “chi Zebra si fa il Lupo la mangia”. Quello che conta davvero però è che lo staff tecnico è di prim’ordine. Due allenatori Campioni d’Italia al timone  e certo l’Headcoach Cavinato non può essere considerato un tipo che demorde, c’è da aspettarsi fuoco e fiamme fino a fine stagione anche se non se non se ne può prevedere la portata.

Cavinato ha dichiarato:” Non esiste un rugby difficile ma solo un rugby ambizioso: non si parla di difficoltà ma di volontà di fare cose diverse per crescere. La priorità sarà quella di osare” , questa cosa, intutile negarlo, ci piace moltissimo e tutti si augurano si possa ritrovare davvero in campo dove oltre a Iannone e Toniolatti, nuovi inserimenti di sicuro pregio, si ritroveranno zebrati anche altri pallini del coach ex-Calvisano Guglielmo Palazzani, l’estremo Dion Berryman, la seconda linea George Biagi, il pilone Dario Chistolini e la terza linea Samuela Vunisa.

Interessanti anche i permit player reclutati fin qui dalle Zebre:Edoardo Ruffolo (la scorsa stagione a I Cavalieri Prato, classe ‘91), il tallonatore Giovanni Scalvi (Rugby Reggio, classe ’92), l’ala Michele Visentin (Rugby Calvisano, classe ‘91) e l’utility back Simone Ragusi (Rugby Rovigo, classe ’92). Da queste parti però, lo sanno tutti, si fa un gran tifo per il mediano di mischia delle Fiamme Oro Nicola Benetti (Fiamme Oro, classe ’84) che ha già vinto la sua prima sfida ed è stato aggregato anche al Tour di preparazione che nelle prossime settimane le Zebre svolgeranno in Francia.

Sempre Cavinato sul prossimo PRO12:” Sono convinto che sarà un campionato difficile e fondamentale per costruire le formazioni nazionali ad un anno e mezzo dall’appuntamento del mondiale inglese 2015..” e poi ancora sulla formazione:“.. se la società ha deciso di comporre questa rosa è perché sono state fatte scelte concordate anche con lo staff della nazionale su giocatori di qualità che hanno dimostrato qualità”.

Il secchio è pieno di speranza e di aspettative che le Zebre di Cavinato e Casellato possano dimostrare di esistere, dimostrino che in Italia siamo in grado di reggere una seconda franchigia, che siamo in grado di mettere in difficoltà i migliori, altrimenti cosa ci stiamo a fare fra loro?  Poi sarebbe anche bello che le Zebre giocassero per le Zebre, mettessero da parte ila solita tiritera che in fondo questa squadra servirebbe solo per allenare quelli della Nazionale, cominciassero le Zebre a giocare per la loro maglia e forse tanti dei problemi scomparirebbero e magari qualcuno si potrebbe anche affezionare alla squadra.

Non credo Cavinato sia eventualmente felicissimo di fare l’allenatore in “in quarta” di Brunel, è un tipino che ci tiene ai suoi giocattolini, è uno tosto e molto motivante, nelle sue mani ed in quelle dei suoi vice,  se lui vuole,  c’è molto del rugby italiano, in alternativa ci sono le Zebre-cuscinetto.

Le Zebre-cuscinetto sono quelle che aspettano i Test Match ed il Sei Nazioni e poi magari, a fine stagione, dopo un campionato penoso, stanno li a complimentarsi con se stesse per la crescita tecnica di qualche singolo.Preferiamo le Zebre che osano ed in bocca al lupo al Coach!  (Ops, ho detto “lupo”?)