La notizia è vecchia e quando arriva questa stagione si ripropone regolarmente, i calendari internazionali del rugby sono intasati ed un po’ troppo sovrapposti. Il “grande vecchio” che orchestra la musica ovale dell’Alto Livello nel mondo è stato richiamato al realismo. Prima la IRPA (l’associazione mondiale dei giocatori) poi niente meno che la SANZAR (la mitica unione federale ovale del sud del mondo) hanno ribadito che un calendario così fitto è talmente pesante al punto che ne viene compromessa,  oltre alla integrità fisica dei giocatori,  anche il risultato tecnico degli incontri. Laggiù qualcuno si preoccupa di queste cose, del calendario! Chissà cosa accadrà, la SANZAR ha fatto una sua proposta, la sottoporrà a quelli dell’emisfero nord e questa volta pare la cosa non si fermerà alle riflessioni globali.

Il Campionato di Eccellenza italiano inizia solitamente a settembre e finisce in maggio abbracciando, per la fase regolare, circa 32/33 settimane delle quali ne vengono giocate 22, ora che il campionato è a 12 squadre,  fino all’anno scorso qualcuna di meno. Le pause di questo campionato occupano circa due mesi e mezzo dei sei e mezzo che il calendario impegna abitualmente. Tutte questa pause sono costi in più per le società e discontinuità di preparazione per tecnici e giocatori che devono affrontare la stagione.  Nonostante questo in questa afa d’estate senza rugby nessuno ha ancora chiesto una riforma omogenea del calendario del nostro Campionato e nessuna notizia trapela dalla Federazione su questo argomento. Non siamo neanche alle riflessioni globali.

Forse  quelli della SANZAR sono solo dei gran rompiscatole?