E’ arrivata la stagione del “liberi tutti”? La FIR si sta  preparando a varare la rivoluzione degli stranieri in Pro12, Benetton e Zebre  saranno liberi di portarsi a casa chi vogliono, libertà di vincere per la Benetton e, permettetemi ma ad oggi non si può dire diversamente,  di perdere un pochino meno da parte delle Zebre.

Sintetizza bene Duccio Fumero sul suo Rugby1823:Le regole sugli stranieri, se da un lato motivate con la necessità di far crescere il vivaio azzurro, limitavano pesantemente le chance di giocare alla pari con gli avversari celtici ed europei”.

Qualcuno dirà che non verificandosi alcun progresso evidente a livello di vivaio dopo tre anni di Pro12 e viste le prove non scandalosamente belle della Nazionale il ricorso allo straniero è una chance anche per il mondo azzurro. In questo senso prelevo dal web una recente dichiarazione di Gianni Amore.“…sono più convinto che tra 4/5 anni la nostra nazionale sarà composta solo di stranieri tutti equiparati…. . Stanno spingendo i club a cercare all’estero, tenerli tre anni , italianizzarli e poi ricominciare. Ma a cosa servirebbero le accademie e i centri di formazione sparsi in tutta l’Italia?”

Questo potenziale “liberi tutti” è allora un passo avanti indietro? Sicuramente è una cosa già vista e. se proprio bisogna guardare indietro, è il fallimento della politica federale di crescita del vivaio attuata dalle precedenti gestioni. Prendere atto di questo e “rilanciare” in un modo o nell’altro è già una presa di coscienza che va almeno apprezzata.

Continuando però con l’incedere di Duccio Fumero sulla necessità di un potenziamento in Pro12.”..Perché perdere non aiuta a crescere e perché vincere è fondamentale anche per dare maggior visibilità a un movimento che scompare dai radar mediatici quando non veste d’azzurro”.  

Effettivamente aspettiamo tutti una vittoria, una di quelle vere, una di quelle che poi entrano negli annali, che bruciano qualcuno,  magari qualcuno all’estero, una vittoria che la mediaticamente esposta Nazionale non sembra assolutamente in grado di darci e che invece potrebbe venire, diciamocelo chiaramente,  da Treviso.

Ballando fra la necessità di vincere e la necessità di formare ad alti livelli nuovi ragazzi dai nostri vivai si inserisce il “liberi tutti” per le italiane-celtiche e si manifesta una grossa responsabilità sulle comunque solide spalle trevigiane.

Per capire però se le due necessità di cui sopra potranno aver diritto allo stesso “rispetto” aspettiamo norme ufficiali e comportamento di Zebre e Benetton;  speriamo leggere atti di realismo e non di arrivismo.