Leggo un pezzo interessante del solito ottimo Antonio Raimondi su On Rugby, parla di come rilanciare il Campionato di Eccellenza, magari si può non condividere tutto quello che scrive ma è innegabile che l’analisi ed i potenziali parallelismi siano azzeccati.

Mi colpisce un ritaglio di quel pezzo “ Se vogliamo stare nel rugby professionistico, dobbiamo ragionare in termini di crescita, di sviluppo, e di risorse a disposizione. Le scelte sportive, che ci piacciono di più, vengono in secondo piano e il livello dipenderà dalla sostenibilità economica”, un concetto forte che ci vorrebbe una conferenza apposta solo per approfondire questo punto.

Il Raimondi gira intorno al principio di “campionato evento“, al progetto di attrarre verso l’Eccellenza pubblico che cerca intrattenimento sportivo prima ancora che rugby, questa è sicuramente una buona base di partenza per discutere di futuro ma poi si sfoglia la notizia che sta accanto al pezzo del Raimondi e si legge: “Crociati Parma con handicap, 15 punti di penalizzazione” .

In sintesi i Crociati sono stati condannati dalla Giustizia del Rugby a 15 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Eccellenza per una grave inadempienza (stipendi non pagati) ed io allora mi chiedo che razza di sanzione e?

I Crociati che partono da -15 nel prossimo Campionato sono una sanzione per tutta la Eccellenza non solo per i Crociati, sono una punizione a tutto il Campionato, il Campionato è di fatto falsato, è monco di una squadra, di fatto è una sanzione che realizza  il viatico esattamente opposto rispetto a quanto auspica Raimondi.

E’ chiaro allora che, per avere un Campionato come lo immagina Raimondi o anche molto meno ma comunque sulla strada della crescita, è dalla FIR che bisogna partire, da come la Federazione gestisce il Campionato, non si può pensare che lo stile e le modalità di gestione della Eccellenza siano le stesse della Serie A e della Serie B, così come le regole che muovono la organizzazione e la partecipazione al Campionato fino alle relative sanzioni devono essere finalizzate all’obiettivo che si vuol raggiungere per quel Campionato e non ad una “uniformità” Eccellenza-Serie C che di fatto falsa la vera dimensione del rugby in tutte le categorie e non solo in quella maggiore.

Proseguendo su questa idea si può arrivare a pensare che addirittura potrebbe non essere la FIR il soggetto adatto a gestire questo cambiamento, tanto più se andasse preso per buono lo schema-Raimondi ci vuole un soggetto che abbia mission specifica sulla Eccellenza. Nessuno rimpiange le magagne della LIRE ma bisogna prendere atto che anche oggi, come qualche anno fa, un ragionamento ed un passaggio al nuovo vanno  fatti.

Andando sul concreto guardiamo al caso dei Crociati. Che opzioni ha ora la Società parmigiana? Forse tre. La prima prevede  il classico ed inestinguibile ” miracolo della divinazione federale” che vede la Giustizia sportiva ridurre in fase di Appello la sanzione da 15 a 3 punti, la seconda è quella di ritirarsi dal Campionato di Eccellenza, la terza è quella di giocare il prossimo partendo da -15 e vada come vada. Qual’è la opzione giusta? La quarta, quella che prevederebbe che questi casi non accadono in Eccellenza, perchè regole di ingaggio del campionato e controlli evitano questi casi ma, nel caso poi invece accada, la sanzione della immediata retrocessione della Società in Serie inferiore  preserva il Campionato maggiore  da queste incongruenze destabilizzanti.

Ah come è ancora lunga la strada del cambiamento ma intanto grazie Raimondi per la tua riflessione e ….buona fortuna Eccellenza.