Dispiace, sempre, chiunque poi vada giù da questa Eccellenza, dispiace ma per L ‘Aquila è un po’ una questione diversa. E’ il limite che ti da la storia, quando pensi a L’Aquila dei tempi andati, alle finali scudetto, al suo stadio fossa dei leoni, dispiace un po’, per il rugby, un simbolo che se ne torna indietro che cade nell’oblio duro e difficile della Serie A anche se, è serio dirlo, la Società non meritava molto di più.

A Noceto le cose non vanno meglio ma, se guardi al campionato, i Crociati hanno recuperato nelle ultime giornate vincendo con Fiamme Oro e Reggio, carattere e volontà che forse non è bastata agli abruzzesi, poi lo spareggio giocato alla pari vinto per un intercetto bellissimo o assassino, a seconda del punto di vista, ma una partita così, uno spareggio, per di più per la salvezza,  non poteva che finire così. Vincono i Crociati, cosa hanno avuto in più? Il guizzo finale e non è poco.

Lo si è già scritto, dietro i Crociati c’è forse altro in più,  c’è qualcuno che ha scritto un progetto per il futuro, insomma una speranza di giocarsela il prossimo anno, una idea per il territorio. Non si può ancora  dire lo stesso in Abruzzo. E’ finito il campionato dei Crociati ed è allora arrivato il momento di dirlo, piaccia o no agli amici di Parma: il Campionato di Eccellenza va rispettato, è il massimo Campionato italiano e va affrontato a quel livello, sono campionati dove si gioca per vincere il titolo nazionale, non è una palestra. Questo ci si aspetta da un mondo ovale come il parmigiano per il prossimo anno.

Visto quanto sopra c’erano tre opzioni, dire che i Crociati si sono salvati, dire che L’Aquila è retrocessa, ma ha vinto la terza opzione; la prima, per i motivi di cui sopra, è tutta da verificare, la seconda è troppo dura, ecco allora la terza, l’unica verdetto che ci si sente di raccontare: L’Aquila riparte dalla A.