Chi li ferma quei due? Viadana e Calvisano hanno un altro passo, una dimensione di gioco fra le più tradizionali di questo campionato eppure così efficiente, meno dinamismo ma tanti punti in classifica ed è difficile non pensarli entrambi in finale a contendersi un titolo che per entrambe ha, per motivi opposti, un sapore molto particolare. Il match che li vede contrapposti è l’ultima giornata di campionato, per quella data la cosa potrebbe non avere alcun sapore di classifica e mantenere intatti i profili di sfida o di anticipazione della grande sfida. Le altre dietro non staranno certo a guardare e non sarebbe la prima volta che tirano un brutto scherzo alle prime ma, come sembra difficile a vederlo ora. Siamo allo sprint finale.

In tribuna c’è Brunel a vedere Eccellenza, capita a Reggio Emilia, evviva. Quelli di Reggio il colpo con le Fiamme volevano proprio farlo, dimostrare che la posizione di classifica è solo un incidente di percorso, che sul piatto c’è di più, questa era l’aspirazione dei Diavoli. I rossoneri incappano invece in una serie di errori nei fondamentali  e nella solita giornata stratosferica di Benetti, leader indiscusso di ogni match delle Fiamme Oro, che con la sua percentuale eccellente al piede (6/7) fa la differenza sul risultato delle mete, tre per parte. Le Fiamme giocavano con il lutto al braccio per la scomparsa dell’ex Capo della Polizia Manganelli, il loro Presidente Forgione alla fine avrà queste parole: “Sono veramente fiero di questi ragazzi, hanno onorato l’impegno preso. Sono sicuro che il nostro Capo sarebbe stato orgoglioso di loro”. Più rugby di così!

Che bello il San Donà, agile, veloce, flessuoso e caparbio; questa settimana becca un avversario quotato che, dopo la sfuriata iniziale, gioca ad aspettarlo sulla porta di ingresso ma i biancocelesti non demordono, sfidano apertamente l’avversario su ogni punto, qualche incertezza di troppo sul piano più tecnico impedisce a quelli del Piave di fare il colpaccio che per un po’ è anche nell’aria, niente punto di bonus per loro ma neanche per gli avversari e si vedrà quale dei due peserà di più.

E’ sempre di più il piede a fare la differenza nel nostro massimo campionato, segno che lo skill specifico ma anche la disciplina pesano eccome, per quest’ultima sarebbe interessante gli allenatori giocassero maggiormente  a farne elemento strategico ai fini del risultato finale, una crescita su questo fronte induce maggior attenzione al gesto atletico da parte del giocatore stesso, accellera la maturazione, innalza il livello di spettacolarità. Tutte cose che alla Eccellenza servono eccome. Il fatto che il piede può far male alla classifica è esperienza di questa settimana per Rovigo e Prato.

Rovigo perde nel proprio Battaglini il match con il Mogliano e la possibilità di essere primo inseguitore della quarta posizione di classifica, è il piede di Basson, fautore di tanti successi, a fare cilecca (3/7) mentre quello di Fadalti non fallisce  l’appuntamento (4/5), quest’ultimo realizza tutti i punti per la sua squadra ed è man of the match.  Della partita si segnala la difesa tenace del Mogliano nel secondo tempo, sintomo che non è poi così vero che le squadre di Casellato sono votate all’attacco. E’ però quello di Calvisano il super match di giornata ed anche qui, come si diceva, la differenza la fa il piede di Marcato (5/6) che supera Ragusi fermo a 3/6. Campo e condizioni meteo proibitive incidono pesantemente sul risultato di quest’ultima partita dove i Cavalieri Prato si giocano un paio di disattenzioni di troppo e calano quando il gioco si fa davvero duro. Calvisano squadra pesante, già detto altre volte, gioco solido, merita la vittoria. Va bene per Calvisano la vittoria ma non la palma del fair play, Ferraro è poi in campo ed hanno avuto ragione quelli che dicevano che aspettarsi qualcosa di diverso era troppo per questo nostro rugby. Occasione persa, ma solo per chi non l’ha colta.