Il derby è l’unica partita durante la quale si genera una vera e propria partita nella partita, quella fra tifosi, fatta di sfottò, di striscioni irriverenti, di fischi, di cori, di proteste, nel derby c’è tensione, carica, nervosismo, ansia, rabbia, esaltazione. In ordine sparso e spesso casuale” Chi parla è Giorgio Campi leader delle Ombre Nere gruppo organizzato di tifosi del Petrarca ed il derby è il 150°, quello del prossimo 3 marzo ore 15 al celebre Stadio Battaglini, gli avversari sono loro o meglio solo loro: il Rugby Rovigo.   “Dalla finale del Battaglini del 28 maggio 2011 non siamo più riusciti a vincere con i Neri e sicuramente per mettere davvero alle spalle quella finale bisogna vincere un derby“,  il derby da vincere per Federico Andriolli, Presidente dei coloratissimi e scatenatissimi tifosi  delle Posse Rossoblù,  è senza dubbio questo, ci sono le celebrazioni,  l’atmosfera giusta e c’è pure un trofeo da alzare al cielo, tutto il necessario per ledere le ferite di quel terribile 28 maggio.

Giorgio delle Ombre Nere e Federico delle Posse Rossoblù

Trofeo? Sono centocinquanta e non li dimostra ed allora le due Società si sono trovate ed hanno deciso di darsi una ulteriore complicazione per i deboli di cuore,  da questo 150° in poi ci sarà un Trofeo in palio, ogni anno però la scultura del celebre Maestro Vetraio di Murano Giancarlo Signoretto verrà rimessa in lizza, si comincia il 3 marzo ed è li che ora conta. Maglie commemorative verranno indossate in campo dai giocatori  e diverse altre iniziative regaleranno a tifosi e giocatori una gran giornata di rugby  e di festa, tutti gli ingredienti per un “derby d’Italia” storico.  A proposito di storia c’è chi la storia di questo evento la sta già raccontando, lui è Enrico Daniele (in “arte” Mileno Mannoio)  autore del blog  dei tifosi petrarchini “Boccaccio Rugby News“, un total-black on line con motto “Forza Petrarca. Sempre”, Enrico ha iniziato a pubblicare  la Storia del derby d’Italia, sono sette puntate da non perdere ed in attesa del fatidico dì di Marzo ci dice seraficamente :“Le due squadre si sono sempre affrontate con grande spirito agonistico, ma sempre lealmente. Il mio augurio è che questo 150° Derby d’Italia suggelli anche l’amicizia fra due tifoserie,  rivali ma rispettose, unite per la stessa passione“. C’è un fondo di verità ma forse non ci crede fino in fondo neanche lui, del resto non sarebbe nemmeno più derby senza che risuonasse qua è la nell’aria quell’ingiurioso motivetto che i tifosi di Rovigo abitualmente riservano ai padovani, alcuni si scandalizzano della cosa ma Giorgio delle Ombre Nere dice:”E cosa posso dire io?  Il derby non esiste senza un bel coretto..”

Enrico “Mileno Mannoio”

Per la centocinquantesima volta c’è una città che pulsa davvero, tutta intera, Rovigo ha una passione dentro, forte, dice Federico: Il derby a Rovigo è sempre un qualcosa di particolare, per i giocatori ma specialmente per la città, per i tifosi, i giorni precedenti sono sempre giorni in cui si è di umore molto instabile,specie negli ultimi anni i derby con i “non” cugini padovani sono sempre stati molto importanti se non fondamentali”, parola di Posse Rossoblù.

Anche quest’anno infatti al pathos della eterna rivalità si aggiunge il “fattore classifica“, tre punti di differenza fra Padova e Rovigo, davanti i Neri locati nella ultima posizione utile per i play off e dietro Rovigo: engage!

C’è tensione e c’è attesa ma c’è anche un pub in territorio rigidamente “neutro”, del quale non si può rivelare le coordinate ad evitare targhe commemorative forse reciprocamente sgradite, dove Posse e Ombre si sono incontrati anche recentemente, si sono detti che per quel derby bisogna fare qualcosa di più e hanno deciso fra una pinta e due risate che quel giorno c’è il rugby ma ci sarà anche OLIVIA.   Così i due club hanno deciso  di celebrare insieme l’evento facendo realizzare in terra d’Inghilterra un pallone in cuoio  fatto a mano e serigrafato con un  logo celebrativo appositamente disegnato, due palloni di questa “tiratura esclusiva” saranno consegnati  alle due Società   ed uno alla  Associazione  “OLIVIA”, onlus che si dedica ai bambini non udenti, insieme ad un contributo economico che sarà  raccolto da Ombre Nere e Posse Rossoblu presso lo stadio il giorno della partita.

Posse Rossoblù in azione

Tutto questo perchè, dicono all’unisono Federico e Giorgio:” Il rugby è uno sport nel quale aiutare chi ti sta vicino e ha bisogno è alla base di tutto.”  Una bella cosa ma non fate punto ed a capo con la lacrimuccia, questo è solo rugby vero, gente ovale fino in fondo che poi ci saranno coretti e fischi e poi a bere birra insieme tanto per guardarsi negli occhi scherzarci o sfottersi un po’, rassicurandosi di una comune convinzione, indelebile, certa, cattiva come solo il rugby può essere: “io non ho cugini!”.

Amici si.