di Umberto Casellato

Volevo scrive qualche riga sulla consegna dei Caps a noi azzurri, evento denso di emozioni celebrato dalla FIR  nel fine settimana della speciale vittoria contro la Francia al Sei Nazioni. Inaspettatamente però ricevo una lettera da un amico-tifoso italiano, veneziano, trasferitosi in Francia ormai da parecchi anni. Penso su questa lettera sia scritto esattamente  tutto quello che è rimasto dentro di noi, rugbysti italiani di lunga data, uscendo dallo stadio olimpico domenica 3 febbraio. Ve la lascio, un vero copia-incolla, perché mi ha davvero emozionato. Grazie Lucio.

 “La prima partita che ho visto è stata un Venezia – FF.OO PD a S.Elena e avevo 7 anni. Da quel giorno non ho più “smesso. Il primo match ITA-FRA che ho visto fu a Treviso, mi pare che avevo 12 anni, io sono del ’45. Fu la prima batosta  che “incassai” da parte dei coqs, sono rimasto molto impressionato dal loro gioco.  Poi, ogni Pasqua che Dio mandava in terra, giocavamo il nostro unico e vero incontro internazionale con la Francia. Poco importava se cominciammo con la Nazionale francese e poi ci mandarono o ci ricevettero con le loro riserve: finiva sempre allo stesso modo. Fra i 40 ed i 60 palloni di differenza. Francamente deprimente. Anno dopo anno. Arrivo’ un match a Grenoble nel ‘63 mi pare: perdemmo 14-12, uscii dal bar, non avevo la televisione a casa,  che mi pareva di aver “vinto”. Fu una partita fantastica, te lo giuro !!!  Poi arrivo’ la partita che ci aprì il Sei Nazioni, con la Francia che aveva vinto il Grand Chelem.  Loro con la testa altrove e noi con i “c—-oni”, quindi  arrivo’ il Flaminio di due anni fa, le loro “vacanze romane” come presento’ il match L’Equipe, quel giorno perdettero per la loro stravagante supponenza, vincemmo di un punto. Ma furono loro a perdere, da soli.

Questa volta la musica è stata diversa, semplicemente siamo noi che siamo stati “la Francia”. Abbiamo vinto con vero merito, non abbiamo rubato nulla ed abbiamo imposto il nostro gioco, fatto pochissimi errori tattici, ottima disciplina, abbiamo saputo gestire benone i 4/4 della partita alternando i ritmi e sapendo ammazzare il match al momento giusto. Abbiamo fatto due drop assassini, di quelli che prima era O’Gara che ce li metteva… magari all’ultimo minuto. Abbiamo costretto i coqs a fare più placcaggi di noi, abbiamo fatto il doppio esatto dei loro offloads, gli abbiamo rubato quattro touches, li abbiamo schiantati in prima linea. E non parliamo delle terze! Caspita! Poi c’è qualcuno che  dice ancora che la Francia ha giocato “sottotono !!?? Avrei voluto vedere come avrebbero potuto fare con quell’Italia la’, che tutto le riusciva!! Tie’!! e quando hai mai visto due palloni di recupero sfruttati da noi a quel modo con altrettanti coast to coast di 80-90 metri? Io non ne ho memoria…. purtroppo.

Tutto questo solo per dire che ho aspettato per circa 60 anni la partita che ho visto sabato scorso e non sai quanto bene mi ha fatto. Una vita che aspetti, che pensi che non arriverà mai e poi…..

Lucio e il rugby

Tu l’avrai sicuramente vissuta magari ancora con più soddisfazione. Tu sei stato un nazionale vero. Io ho giocato per soli 10-11 anni a medi livelli ma pure in Inghilterra.

Sono poi molto felice per la cerimonia dei caps di cui hai potuto godere, per poter essere in campo al canto degli inni. Immagino bene cosa devi aver provato. Finalmente la FIR ne ha imbroccata una! Bravi! Dalle carrellate sui “veci” non sai con quanto piacere ne ho riconosciuto una pacca, con tanta emozione. E se è stato cosi’ per me, figurati te….. non hai nemmeno bisogno di accennarmelo! Posso farti una IRM da solo!

Ciao Umberto, non dico altro per ora e scusa se ti ho annoiato

Un abbraccio

Lucio