di Umberto Casellato

Valentina Fiorin, Marco Nassuato, Giovanna Pertile, Oscar De Pellegrin, non sono sicuramente nomi che gravitano nel mondo ovale o che in qualche modo per strane coincidenze  ne sono entrati.

Sono i premiati per l’anno 2012 “Città di Mestre  per lo sport”, un riconoscimento andato negli anni a personaggi che hanno fatta la storia dello sport italiano e non solo , tra tutti Ettore Messina, Federica Pellegrini , Alex Zanardi  e moltissimi altri più o meno famosi, il premio è istituito da più di trent’anni quindi i nomi  dei premiati sono veramente tanti.

In queste cerimonie, alla ultima edizione di novembre vi ho partecipato, conosci altri atleti, dirigenti di altre discipline entri in altri mondi, tutto questo ti rende più forte, ancora più convinto delle tue idee, in alcuni casi  magari cambi approccio su alcune tue convinzioni, insomma è un momento di crescita e confronto e per questo sono sempre entusiasta nel presenziare ad eventi simili.

Tra questi atleti voglio parlarvi di Marco Nassuato e molti si chiederanno “chi è ?”.

Nato nel 1996 (17 anni!) Marco è campione europeo di pattinaggio artistico del 2010, 2011 e 2012 e per il 2013 punta ai mondiali; di Marco non è però il suo palmares che mi interessa bensì la sua storia sportiva, quanto si allena, come si organizza, cosa lo ha spinto al pattinaggio! Inizio allora a parlare insieme a lui, faccio domande e, alle sue risposte, resto basito da una sua affermazione: si allena 3 ore al giorno 6 giorni su 7 !!!!!!

Non è un giovane calciatore con un futuro di guadagni a molti zeri, la sua non è nemmeno una disciplina alla ribalta ogni 4 anni per merito delle olimpiadi, ma lui si allena come un matto!! Parlando con lui penso tra me e me ai nostri under 18 ovali che, vada bene, si allenano 4 volte a settimana per, forse, 2 ore ad allenamento, la grande maggioranza però  fa 2 allenamenti a settimana da 2 ore, il “monte ore” alla fine conta eccome.

2012: Marco Nassuato con il suo allenatore solleva la coppa del terzo titolo europeo consecutivo

Marco mi dice che studia con il suo allenatore tutte le coreografie a video e prova e riprova fino allo sfinimento tutte le varie…. acrobazie! Sicuramente alla base di questo approccio allo sport, in particolare a questa  disciplina, ci deve essere il carattere pignolo del singolo atleta, una attenzione al particolare quasi maniacale, ma quello che  penso sia determinante e che di lì a poco mi confermerà poi il suo allenatore è che tutti i pattinatori per avere dei risultati devono allenarsi molto!! Certo ci sono delle inclinazioni naturali ma il 70% è allenamento, allenamento ed ancora allenamento!!

E’ così anche nel nostro Sport che lo vogliate o meno.

Addetti ai lavori alzate le orecchie, in tutti gli sport è uguale, non ci sono alibi,  il “MONTE ORE” ovvero quanto stai in campo o in palestra, nelle giuste proporzioni chiaramente, alla lunga farà la differenza non solo rafforzando il gesto tecnico ma soprattutto quello mentale che ad altissimo livello è la caratteristica peculiare del grande campione.