di Corrado Covi 

In questi giorni ho visto con molto interesse il match di Heineken Cup tra Racing Metro e Saracens, giocato nella splendida cornice dello stadio di Nantes che vide tra l’altro nella RWC del 2007 la clamorosa qualificazione ai quarti delle Fiji a spese del Galles. E’ risultato molto interessante ascoltare poi nella pausa tra primo e secondo tempo l’intervista a Frank Mesnel campione con il Racing nel 1990 nonché finalista con la Francia nella RWC dell’87 ed ora apprezzato imprenditore nel campo della moda. Mi hanno colpito nella sua intervista due passaggi: il primo è che ogni mattina lui la inizia con mezz’ora di footing perchè così facendo riesce a riflettere e a produrre idee, il secondo è  una riflessione che ha fatto sui mitici All Blacks contro i quali lui ha perso un mondiale. Mesnel ci ha tenuto a raccontare di come sia quella neozelandese una cultura caratterizzata, forse a causa dello loro semplicità storica che mischia la cultura coloniale inglese con le tradizioni maori, da una grande umiltà e discrezione, elementi, a suo dire, che alla fine portano ad incutere rispetto ma allo stesso tempo timore quando li si affronta, facendo quindi  la differenza.

Questa mattina, prima di scrivere, sono andato a correre anch’io per cercare qualche spunto non banale da esporre e sono rientrato tra l’altro augurandomi che anche il nostro movimento rugbistico acquisisca, nel corso del 2013, un po’ di quella sana umiltà e discrezione tipica “All Blacks” che sembra far fatica a radicarsi nel nostro panorama caratterizzato da molta autoreferenzialità; questa infatti è radicata  sia in campo tecnico che dirigenziale e produce come diretta conseguenza una difficoltà di confronto, soprattutto sui programmi,  con conseguenti  scarsi risultati dei quali nessuno poi ha colpe.

Il 2012 rugbistico si era concluso con l’elezione del nuovo Presidente Federale e con i test match di novembre, sembra vero, correre la mattina aiuta, ecco la mia riflessione anche su questi due momenti.

In primis mi auguro che il nuovo Presidente possa essere persona illuminata nella difficile arte dell’ascolto e del confronto anche, ovviamente, con i cosiddetti “avversari” politici, gli auguro possa trarre positività dalla sua esperienza imprenditoriale da un lato e da quella di uomo di rugby dall’altro.

Dai test match rilevo una scarsa memoria storica nell’analisi dei precedenti con Australia e Nuova Zelanda. Le celebrazioni delle recenti due ennesime “onorevoli sconfitte” o, per qualcuno, “quasi vittorie” di novembre dimenticano completamente di un match Australia-Italia del ’94 a Brisbane persa 23 a 20 causa un calcio a tempo scaduto di un tale Wallace e caratterizzata inoltre da un’espulsione a Orlandi e di un grande match alla RWC del ’91 tra Italia vs All Blacks a Leicester persa 21 a 31 ma con i tutti neri campioni del mondo in carica che fecero una fatica immensa nel venire a capo di quella partita e che vennero poi sconfitti in semifinale soltanto da una grande Australia guidata da Campese e Lynagh. Scrivo questo perché non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti e soprattutto, anche se con le dovute differenze generazionali e storiche, chiedersi il perché comunque già vent’anni or sono con molti  mezzi in meno a disposizione si era in grado di produrre risultati che a tutt’oggi non sono stati migliorati.

Il 2013 si è aperto con la persistente difficoltà dei nostri team nell’affrontare le partite di coppa europea ed è esercizio inutile analizzare i tabellini in quanto l’unica certezza è che le squadre italiane, almeno in Amlin, sono assolutamente destrutturate per affrontare la competizione e possono reggere il confronto almeno ora soltanto con spagnole e rumene. L’ERC sicuramente ci presenterà il conto nel corso dell’anno e non sarà facile per chi ci rappresenta portare le istanze del nostro movimento.

Interessante da un punto di vista politico le elezioni del Comitato Regionale Veneto il prossimo 26 Gennaio e che vede Marzio Innocenti come il candidato intorno al quale la maggioranza del Veneto dopo tanti anni ha trovato finalmente una comunione di programmi e che dovrebbe vedere come uno degli obiettivi primari dichiarati la costituzione, grazie alla grande esperienza acquisita da Benetton, di una vera franchigia regionale che rappresenti il Veneto rugbistico  nel campionato celtico Pro12. I programmi configurano un Veneto, nel rispetto delle norme statutarie, che si possa confrontare con la federazione non in una semplice forma di vassallaggio ma proattivamente. Si vuole che coloro che producono il 30% del rugby italiano in numeri, in qualità la percentuale è molto più alta,vengano ascoltati in modo che anche la federazione da questo confronto possa trarre degli utili spunti di miglioramento per tutto il nostro movimento di base.  Il problema infine non sono i bilanci come tali ma capire come vengono utilizzate le risorse in modo da limitare gli sprechi. Qualcuno sostiene che il Veneto è stato sempre privilegiato nelle allocazioni di risorse finanziarie e noi rispondiamo che rinunceremo a tutti i privilegi e ci limiteremo ai diritti in base di quanto saremo in grado di produrre!

Per tornare al rugby giocato devo fare un grande augurio all’Italia per il torneo del Sei Nazioni che sempre più è l’evento rugbistico europeo dell’anno; tra giugno e luglio 2013 sarà di grande interesse,  e lo definirei l’evento mondiale dell’anno, la tournee dei British and Irish Lions in Australia con 3 test match imperdibili.

 

One Comment to: PER IL NOSTRO 2013 MENO AUTOREFERENZIALITA’ PIU’ MEMORIA ED INNOVAZIONE E PER IL VENETO….