Belle queste Fiamme Oro che vincono i match che servono e li vincono bene, portano a casa i cinque punti, dominano la partita facendo vedere del buon rugby. La vittoria dei poliziotti contro i Crociati è un risultato importante, Lazio e San Donà invece soffrono e le Fiamme chiudono il 2012 al settimo posto, a pari merito con le contendenti.  Dice Presutti:” Oggi abbiamo fornito una prova di livello assoluto e siamo stati quasi perfetti in ogni reparto. Penso dall’inizio del campionato che la salvezza sia alla nostra portata e, alla luce della prestazione di oggi, questa convinzione diventa sempre più solida”. La strada dei Crociati invece ha il sapore amaro del peggior destino che non toglie meriti alla caparbietà dei giocatori parmigiani ma sicuramente metterebbe un punto a tutta la sequenza di fusioni più o meno fallite che hanno deperito il territorio emiliano. C’è da ripartire dall’inizio da quelle parti, ci mancava solo l’arrivo delle Zebre (perdenti) per aumentare il livello di delusione e di affrancamento.

Non va in meta Rovigo e questo deve far pensare perchè se doveva essere vittoria lo è stata ma è improbabile pensare la crisi si risolva solo perchè il piede di Basson ha fatto prodigi, i cinque piazzati ed il drop centrati dal rossoblù mettono comunque Rovigo in una posizione di classifica più vicina alle sue ambizioni ed affianca Mogliano che intanto ha dominato sulla Lazio e guarda la classifica che conta avvicinarsi.

La nona giornata però era  attesa, scontri al vertice, una sfida da cogliere sul campo per le quattro in testa, si voleva vedere spettacolo d’Eccellenza e c’è stato. I match di vertice erano Petrarca-Cavalieri e Viadana-Calvisano, la sfida lanciata da Il Nero il Rugby era : “quante mete, quanti punti gireranno nel prossimo fine settimana in questi due match?”  Belle notizie : sono 75 i punti realizzati complessivamente nei due match con 9 mete segnate, questo nonostante si siano affrontate difese arcigne e durissime (esclusa quella del Petrarca), gioco prevalentemente alla mano (meno Calvisano); si sono viste buone soluzioni in touch (Viadana impeccabile) e mischie positivamente sorprendenti (Petrarca e Calvisano). Un rugby un po’ grezzo è vero ma il rugby europeo  in fondo non è anche così?

A Padova è andato in scena il teatro-verità.  Moretti per la giornata si tiene solo  la soddisfazione della maglia-evento consegnatagli dai tifosi padovani delle Ombre Nere che recita “Andrea Moretti tutta un’altra birra“, birra amara? Lo si era sempre detto che in fondo i petrarchini erano una squadra di giovani ed in campo quello si è visto; il match era iniziato da 12 minuti ma i ragazzi in nero non erano ancora scesi in campo, abbagliati, assorbiti dalle divise dei Cavalieri, 3 mete nei primi dodici minuti, due delle quali regali dei padovani, ed il team di Prato aveva fatto suo il match. Nel corso della partita il Petrarca ha messo in campo, a ripetizione, tutti gli errori che non si erano visti nelle precedenti otto giornate: touch incerte,  mediana che sbaglia passaggi in continuo, sovrapposizione sulle linee, molte volte la palla  è in avanti,in campo non c’è una vera costruzione del gioco, ritardo sui sostegni e molte palle perse. Il  primo tempo petrarchino , anche per merito dei Cavalieri, è un disastro (22 -13) quanto il secondo sterile  perchè se lo aggiudicano sempre i Cavalieri con gli unici 3 punti realizzati. Il Petrarca della seconda frazione è aggressivo quanto ingenuo, quando arriva sui 5 metri vince la esperienza e la solidità di Prato. I Cavalieri a Padova non si sono poi davvero visti, non ne hanno avuto bisogno; impressionanti le loro ripartenze e la stabilità del piano di gioco, hanno sofferto molto solo in mischia, mai davvero in ansia hanno letto molto bene alcune soluzioni petrarchine spezzando il gioco di velocità nel primo tempo e ancorando il punto di incontro nel secondo. Non è stato un match equilibrato, Prato è altra cosa ed  esce giustamente con la vetta della classifica, il Petrarca, molto ridimensionato, accumula la seconda sconfitta, dopo Calvisano, con i primi della classe, la prossima partita dei Neri è con Viadana  e poi tocca a Mogliano che è li da oggi a 4 punti, il match vero dei petrarchini forse è quello li. Ha arbitrato Blessano, l’insicurezza fatta persona.

A Viadana vince la regola porta-sfortuna del 17, ci mettono un attimo (15 minuti) i padroni di casa ad andare sul 17 – 0 ma entro la metà del secondo tempo sono recuperati, è Calvisano che piazza il parziale di 17 – 0.  A cinque minuti dalla fine tocca al non sempre buono  Apperley mettere dentro i tre punti che danno al tabellino finale un risultato sostanzialmente giusto. Match in discesa per i mantovani supportati da un gioco agile e veloce che mette sotto Calvisano il quale risale grazie ad un monumentale Griffen, davvero un genio in certe occasioni, alla solidità non solo in  mischia di una prima linea di grande esperienza ed alle giocate azzeccate di Visentin.  Una bella partita, del buon rugby, regalato da due team che alcuni direbbero “senza futuro”, pieni di giocatori di esperienza e di vecchie volpi del rugby: Robertson, Pavan, Pizzarro, Padrò, Santamaria, Canavosio, Picone, Erasmus, Costanzo, Griffen , Lovotti , tanto per citarne alcuni e tralasciare i molti stranieri di qualità presenti nei due team. Il match Viadana-Calvisano sembrava un incontro di Super10 dei tempi andati ed è stato davvero bello, questo deve far pensare, molto e molti.