Rimbalzano sulla rete notizie che vibrano ridicolezza (tranquilli, anche io sono sconvolto dopo aver scoperto che un termine così brutto esiste davvero, però bisogna ammetterlo, rende bene l’idea) …ridicolezza ovale ed allora non se la prendano con me lor signori dei piani alti se il commento si fa sarcasmo.

GAVAZZI IN DIES IRAE permanente comunica, a monte di cena con i club  del Veneto, che non gli piace il candidato, Marzio Innocenti, che la maggioranza di questi vuole opporre al suo fedelissimo ed (in)pensionabile Bortolato. A sostegno di questa “stravaganza”verso la aspirazione di Innocenti  il Presidente Federale  opporrebbe  motivazioni di alto spessore ovvero “con lui non ci parlo”.  Resta il fatto che non è questo il problema, semmai è un altro, molti infatti non capiscono in base a quale sequenza logica il Presidente bresciano dovrebbe scegliere il candidato della sua opposizione, la questione invece è semplice: trattasi della stessa logica che fa  credere a Susanna Vecchi di essere il consigliere federale per il Veneto.

“Chi sbaglia la prima asola non si corregge abbottonandosi” (Johann Wolfgang Goethe) 

UNA VIDEOCAMERA  SULLA MAGLIA DELL’ARBITRO per guardare la partita con gli occhi di quello che porta il fischietto. E’ una trovata dal sapore vagamente modaiolo che qualche inglese di turno vuol venderci come spirito di innovazione per il rugby moderno, l’arbitro che indosserà tale maglia (in)opportunamente guarnita si chiama Matt Carley e ci farà vedere con i suoi occhi la partita di seconda divisione inglese Newcastle Falcons contro London Scottish.  Viene da se che, ci si augura tantissimo tale “innovazione” non trovi alcuno spazio oltre quello dello humor inglese, c’è da inorriddire al solo pensiero di poter sapere  cosa vedono veramente certi arbitri di Pro12 quando si cimentano con i team italiani. Davanti all’amore per il rugby è meglio lasciar perdere.

La sola vittoria contro l’amore è la fuga” (Napoleone Bonaparte)

TIRARE IL FIATO, pare sia questa la maggiore aspirazione dei grandi campioni del rugby e siccome sto parlando di quelli veramente grandi la cosa si spiega già da se. Richie Mc Caw, il grande capitano All Blacks,  ha dato il via al suo anno sabbatico, le cronache giurano verrà avvistato negli USA , pare veramente che per un po’ non giocherà a rugby. Wilkinson, il grande Wilko, ha detto a Tolone che deciderà a febbraio cosa farà alla scadenza del contratto (giugno 2013), forse smette, forse riposa, chi lo sa.  Applausi a scena aperta per Brian O’Driscoll, il leggendario capitano irlandese, che torna ad allenarsi dopo lo stop da infortunio rimediato  ad ottobre; anche in questo caso i soliti bene informati dissero che Brian avrebbe approfittato di questo stop forzato per “forzarlo un po’ di più”  e regalarsi un po’ di meritata serenità.  Casi di stress da rugby nel caso dell’alto livello sono sempre più frequenti. C’è da ragionarsi su: stress da rugby: meno male che il rugby è solo un gioco.

Il gioco è bello quando dura poco” (Proverbio)