di Umberto Casellato

Succede che un amico ti chiama alle 8 del mattino di un giorno di settembre, lo senti spesso e quindi pensi che sia la solita chiacchierata pre-lavorativa, chiaramente lo è ma a fine telefonata mi chiede se ho del tempo libero!! Segue un attimo di silenzio perchè di tempo, sembra impossibile, ne ho veramente poco. Mi rassicura  con il solito “solo qualche volta …dalle  8,15 alle  9,30 di sera , mi basta una volta ogni tanto …” . Sapendo che allena una squadra di rugby femminile non tardo a capire che vuole che vada in campo con lui.  Un altro attimo di silenzio, poi gli dico:”quando?” e lui :”dai vieni domani“. Detto e fatto, del resto io ho un problema,  faccio fatica a dire di no a chiunque,  figurarsi ad un amico.

Ero già stato ad allenare una squadra femminile nel periodo in cui ero disoccupato quindi sono già pronto e immagino il livello di competenze tecniche; subito dalla prima volta però trovo un qualcosa che da molto non percepivo, quella cosa che senti a pelle, che per me è sempre stato il vero traino: la passione, l’amore per questo sport, la voglia di creare un gruppo!  Sono a Casale che, dopo alcuni anni di campionato italiano di rugby a 7, ha deciso, spinto dalla volontà di  alcune ragazze, di creare una squadra a 15 per poter partecipare al massimo campionato italiano. La testardaggine, quella femminile poi , non trova ostacoli , eccole al via della stagione 2012-2013. I risultati all’inizio non sono dei più confortanti ma oggi si vedono già dei miglioramenti; passare da  un campo ridotto ad uno più grande non è proprio così facile, alcune di loro sono alla prima esperienza , ma quello che noto quando ci vado è la crescente voglia di migliorarsi , di fare squadra , e, come ho già detto, una grandissima passione.

Qui non ci sono i 300-400 euro di rimborso spese , ognuna di loro ritaglia dello spazio,  lo ruba al lavoro, alla famiglia , alcune fanno le commesse , altre le impiegate, alcune sono studentesse, c’è un po’ di tutto ma, pensate un po’, 10 di loro vengono da Udine,  altre 6 da Jesolo, un po’ più vicino certo  ma sono sempre 50 minuti di viaggio!  Caspita ,dico tra me e me ,  ma quanti di quelli che ho allenato e allenerò se da un giorno all’altro gli avessero detto o dicessero loro adesso che “non ci sono più soldi” continuerebbero ad allenarsi con tanta costanza ed a fare tanti sacrifici ??? Bella domanda!

Sono sempre stato molto scettico sul rugby femminile, scherzando con gli amici ho sempre detto che ci sono due cose da sconfiggere nel mondo,  la prima è la fame e, quando mi chiedevano quale fosse la seconda, rispondevo “il rugby femminile!“.  Mi devo ricredere, ho potuto toccare con mano questo piccolissimo universo ovale dove abbiamo tutti noi molto da imparare, avessimo un quarto della loro passione a tutti i livelli , forse qualcosa in più porteremmo a casa.

Mi capita di andare ad allenare qualche Under 16 maschile e, nonostante da me stimolati a più non posso, vedo a volte fare le cose con approssimazione, quasi fosse un peso stare in un campo da rugby, un qualcosa che non sanno spiegarsi nemmeno loro ed alla mia  precisa domanda sul perchè si allenano non riescono a darmi  una risposta.

Un amico francese mi diceva tempo fa che la federazione francese aveva aumentato i contributi al rugby femminile e  le sinergie con le  grandi università manageriali, quando gli ho chiesto il perchè mi ha risposto con disarmante semplicità che i manager  rappresentano il futuro  dell’economia del paese  e quindi,  se si innamorano del rugby, quale sport sponsorizzeranno mai quando ne avranno la possibilità?  Sul rugby femminile mi ha invece risposto che un giorno le ragazze saranno mamme e porteranno i loro figli senza timori a giocare a rugby. Gli ho creduto senza nemmeno documentarmi, perché mai non avrei dovuto credere ad una cosa così logica?!   Che rabbia i francesi, sono sempre più avanti a noi !