Luca Morisi, lo scorso anno permit player per Treviso,
da quest’anno in rosa.
Chiedo lumi. Questa volta chiedo lumi.
Ivan Malfatto piazza sul Gazzettino del 22/10/2012 il suo solito colpaccio di successo ovvero la prima “quasi-intervista” veneta del neo Presidente  FIR Gavazzi e, fra i tanti temi interessanti, emerge quello del cosiddetto “doppio tesseramento”. In pratica dice Gavazzi a Malfatto:”..penso ad un doppio tesseramento. Chi il mercoledì non è convocato in Pro12 passa ad una squadra di Eccellenza, gioca il sabato e torna in franchigia“. La questione punta a risolvere il problema di molti giocatori del Pro12 “costretti” al fermo dalla ampia rosa a volte per periodi anche lunghi salvo poi giocare continuativamente nei periodi di “sparizione” dai loro team dei Nazionali convocati per test match o Sei Nazioni. Dico subito che il fatto che si cominci a parlare di questi temi è già gran cosa, che per risolverlo poi si coinvolga la Eccellenza è forse cosa giusta ma vediamo un secondo passaggio di questa vicenda. Dopo l’intervento di Gavazzi si inserisce l’intervento di un noto giornalista particolarmente apprezzato, non solo dal sottoscritto, perchè capace di sbilanciarsi e dare contributi alle discussioni: il solito Duccio Fumero di Rugby1823. Scrive il Duccio, esortando ad “avere ancora più coraggio”, “il doppio tesseramento, infatti, dev’essere a doppio binario. Rendendo più agile, semplice e spontaneo il passaggio anche dall’Eccellenza alla Celtic League. Risolvere, così, la questione dei permit players…inserendo anche la figura – tipicamente francese – del joker medical “. Insomma il giocatore che il mercoledi sa di non giocare nel suo team di Pro12 raggiunge un team di Eccellenza e fa la partita di quel campionato. Chiedo io però: con che preparazione un mediano scende dalla sua squadra e si mette a girar l’ovale in altro team? Un pilone per la mischia? Un tallonatore con i meccanismi di touch? Quale preparazione settimanale, quale amalgama potrà mai avere un giocatore che passa il suo tempo alla Benetton e poi il sabato mattina si presenta al Petrarca o al San Donà o un uomo delle Zebre che passa un giorno della sua settimana ai Crociati? Ecco, chiedo lumi. Lo chiedo ai coach, ai preparatori atletici, ai fisioterapisti. Sono loro che dovrebbero “metter mano ragazzi che non conoscono e che non fanno parte del loro gioco. Potremmo però anche chiederlo ai giovani dei team di Eccellenza che si vedrebbero sfumare la occasione di farsi la loro partita dall’arrivo di uno di Pro12 il sabato mattina. Vista così pare che improvvisamente il senso di appartenenza, l’amalgama di squadra, la condivisione degli allenamenti e degli schemi, la preparazione della partita, che comincia il lunedi o il martedi con la riunione di analisi.  e tutto il resto che si fa insieme in campo nel corso della settimana siano cose superflue per l’uomo di Pro12 che “scende” in Ecccellenza non perchè abbia interesse a quel Campionato ma perchè deve “fare gamba”. Ho molti dubbi, chiedo lumi. Mi pare poi la cosa faccia a pugni con il corretto svolgimento di un Campionato (l’Eccellenza); diverse squadre si troverebbe ad affrontarne un’altra la cui consistenza tecnica non sarebbe mai uguale nel corso dei mesi perchè dipenderebbe dalle convocazioni che fa  il mercoledì un altro allenatore, di un altro team di un altro Campionato. Si può parlare di un Campionato di Eccellenza che così verrebbe minato nei suoi fondamentali? Ci voglio riflettere su, perchè il problema esiste (esiste?) ed il movimento ha bisogno, forse non di questa cosa, ma ha bisogno di cambiare, quindi prima pensiamoci bene. Ed io, sinceramente, chiedo lumi.
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