C’erano tre match da sorvegliare in questa terza giornata di Eccellenza, tutti e tre hanno detto la loro anche se in maniera diversa. A Roma la Lazio non ferma il Calvisano che macina un secondo tempo molto  realista e mette sotto le velleità laziali. Quest’ultima piange i due cartellini gialli, uno per tempo, mentre Calvisano ritrova il piede dell’indomabile Griffen. Man of the match è però il biancoceleste Alessandro Tartaglia, ventenne romano già tre quarti della Nazionale U20, autore di due mete.
Il San Donà vince il match di coda a casa dei Crociati; la sfida al piede fra l’emiliano Gennari (1/4) e il veneto Mucelli (4/5) è ampiamente vinta da quest’ultimo che realizza tutti i punti della sua squadra e regala una grande soddisfazione ai tifosi del Piave alla loro prima vittoria esterna in Eccellenza.
Continuare a ripetersi che è presto per valutare qualsiasi cosa in questo torneo, davvero lungo e difficile quest’anno, non basta però a distogliere lo sguardo dalla classifica dove in fondo c’è l’Emilia intera ancora senza punti, l’effetto Zebre?

Il terzo match era il derby d’Italia. Petrarca contro Rovigo, specialmente in casa di questi ultimi è una classica del nostro rugby sempre densa di significati. I padovani da questa Eccellenza sognano di riportarsi in Europa mentre i rossoblù puntano allo scudetto, ma in campo i ruoli questa volta non sono rispettati. Guardi in campo lo schieramento iniziale e salta al’occhio la differenza, da una parte il Petrarca, una squadra di giovani, molto giovani, dall’altra molta esperienza e forse un pelo di tensione in più.. Nel primo quarto d’ora si legge  lo specchio della intera partita, il Petrarca domina sugli spazi, costruisce alla mano e combatte forsennatamente vincendo quasi tutti i punti d’incontro, Rovigo è più solido in mischia ma lento su tutte le ripartenze. Il Petrarca è eccessivamente falloso, i giovanotti scalpitano, ma il piede di Rovigo (complessivo 3/7) non saprà mai approfittare della scarsa esperienza dei Neri impegnati sempre di più nel corso del match a garantire spazio a “quelli dietro” (Innocenti , Bortolussi e Ziegler saranno i protagonisti della partita). Sul fronte rodigino ben poco da segnalare, composto e diligente in campo il giovane terza linea e rodigino doc Ferro, non si poteva pretendere di più da Persico, piace il pilone Quaglio che porta cotanto nome con gran merito. Nel Petrarca grandi prove di Mennitti-Ippolito, infallibile il suo piede (7/8), un po’ più acerba la sua regia, ed Innocenti (indiscutibile man of the match) , si conferma Sanchez e merita citazione Travagli che quest’anno risulta anche particolarmente veloce. Una segnalazione per i giovanotti in Nero, tre mete non fanno un bonus, c’era tempo e spazi per quel punto in più (beata gioventù!). Solido e gran punto di riferimento dei Neri in campo è Zane Ansell, sudafricano del ’76, , feroce su ogni giocata, vince ampiamente il confronto con il pari ruolo avversario ed è gran sostegno per una squadra di giovani che alla fine mandano pure in meta l’esordiente Bellini, diciotto anni, giusto marchio per un Petrarca fatto dal vivaio padovano. Vince la velocità d’esecuzione contro il tatticismo, il gioco alla mano contro la mischia (molto male in certi momenti quella petrarchina). Ottimo Petrarca, il duo Moretti-Salvan  adesso comincia a stupire.
L’Eccellenza adesso si spacca in due, in quattro vanno a giocarsi la coppa europea (ahi ahi) gli altri otto si fanno il Torneo d’Eccellenza, ex Coppa Italia, gli effetti di questa divisione si vedranno tutti a fine ottobre e sono molto prevedibili. Purtroppo.
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