Cancelliamo tre illusioni, diamo fiducia a due successi, e salutiamo il ritorno in grande di una grande del passato, ecco un modo di buttarsi nella seconda giornata appena conclusa di questa Eccellenza del rugby italiano. Partiamo dalle illusioni . Viadana fa bene a sorridere ma la sua posizione in classifica alla seconda giornata è esattamente quella che tutti potevano prevedere, aver strapazzato pesantemente i Crociati pur con 5 mete a zero non è esattamente una impresa titanica che non ci si aspetta da un team come quello di Viadana che, a onor della cronaca ma anche per altro, schiera in campo un XV iniziale con  8 stranieri (professionisti magari eleggibili o eletti ma sempre professionisti stranieri) e fra questi il man of the match Padrò ex-Benetton, ex-Pro12. Centrano il successo anche  i Cavalieri Prato che dopo una  neo-promossa questo turno si mangiano il fragile Rugby Reggio, presto per cantar vittoria. Andiamo al dar fiducia. Basson fa 8/10 al piede, la squadra 4 mete e Rovigo comincia a ragionare da par suo, così il Petrarca a Roma che regola le Fiamme Oro con dimestichezza ed ha una conferma del piede di Mennitti-Ippolito (5/6) realizzando però  una sola meta; per Rovigo e Padova la prossima settimana c’è aria di derby e allora si che ne vedremo delle belle! Mogliano non ingrana e passa di poco con L’Aquila mentre a San Donà si compie un vero misfatto, un suicidio in diretta. Eccola la terza che non deve illudersi: Calvisano. Fossi Cavinato mi preoccuperei moltissimo, il Calvisano che si è visto a San Donà è almeno impresentabile: lento, statico, senza fantasia, ancorato alla pesantezza sui punti di incontro ed affidato alle iniziative dei singoli. Un Calvisano bruttissimo ma anche altamente impreciso, il piede di Marcato (2/6) sbaglia i rigori, il record del “palla in avanti” penso sia da ieri alla portata dei gialloneri, le due mete sono due regali della colpevole inesperienza biancoceleste. Calvisano poi è anche: errori pesanti in touch, mischia mai davvero vincente, gioco molto  scorretto. Si può vincere lo stesso però se davanti si ha una neo-promossa ben messa in campo, che gioca molto bene ma manca di esperienza. Così San Donà costruisce una meta al centro dei pali bellissima con giochi e x da mettere i brividi, è padrona dello spazio per larga parte della partita, gioca quasi sempre in attacco, Vunisa a tratti scompare di fronte alla capacità di iniziativa di Lobberts, sudafricano di colore classe 86 2 caps Springbooks, e la sua ricerca di taglio più che sfondamento della linea. Mi piace segnalare nel secondo tempo l’ingresso in campo dei biancocelesti Rorato, ottimo mediano di mischia classe ’92 che alla velocità ed alla pregevole visione di gioco dovrebbe aggiungere anche la consapevolezza che in campo ci si va per fare quello che si deve e non quello che si sa fare e di Enrico Bacchin (centro classe ’92) ottimo in genere ma giovanilmente precipitoso nella realizzazione del calcio che all’ottantesimo potrebbe dare la vittoria al San Donà. San Donà perde perchè le mancano due “fondamentali” della Eccellenza: il calcio, quello di spostamento in primis (davvero corti e molto imprecisi), la touch (moltissime regalate agli avversari). San Donà poi fa innamorare per il suo movimento sulla linea, le penetrazioni e la velocità di esecuzione. Esordio in Eccellenza  molto bello quello degli uomini di San Donà, davanti a oltre 1300 spettatori un tifo bellissimo ed una pregevole esposizione in area Terzo tempo con foto della storia di questo grande club del passato che non ha mai smesso di regalare grande rugby al suo futuro ma che ora lo fa anche direttamente dalla Eccellenza del rugby italiano.