E’ arrivata in giornata la lettera che la recentemente costituita GIRA (Giocatori d’Italia Rugby Associati), associazione che raccoglie giocatori delle Celtiche e di Eccellenza, ha inviato ai tre  candidati alla Presidenza Federale e nella quale, attraverso tre quesiti, rivela il proprio pensiero in merito ad alcune spinose situazioni radicate anche nel nostro sport. I punti proposti da GIRA vertono sostanzialmente intorno alle tre questioni  classicamente poste dalle associazioni degli atleti; mentre su due quesiti mi sento di poter per oggi glissare (questione della rappresentanza e della creazione di punti di integrazione e condivisione strategica fra dirigenti e giocatori) il terzo è ineludibile. Chiede la GIRA: ” i Candidati ritengono possibile e/o giusto che ad una (doverosa) valutazione economica/finanziaria/patrimoniale delle Società che chiedano l’iscrizione ai Campionati (nazionali ed internazionali), debba accompagnarsi anche la prestazione di garanzie, fideiussorie o di altro tipo, atte a garantire il rispetto integrale degli impegni finanziari assunti nei confronti dei giocatori?” Va da se che la prosecuzione della “domanda” sia almeno spinosa quando la GIRA auspica di fatto la non iscrizione ai Campionati delle Società inadempienti economicamente. La GIRA basa le sue doverose, legittime e in parte condivisibili osservazioni su una vision del  nostro sport affermata recentemente, ma comunque dal 1995, nel rugby mondiale: il professionismo. La GIRA rappresenta generalmente i giocatori delle due squadre di PRO12  e molti di Eccellenza, insomma i “professionisti” italiani stanno con lei. Chi fa un mestiere deve essere pagato, vale anche per il mestiere del rugbista, anche chi non lo fa per mestiere ma gli viene promesso un rimborso deve venir pagato: non esiste,  secondo me, lo dico alla GIRA una prevalenza fra il professionista ed il dilettante nella riscossione del valore economico pattuito. E’ chiaro che, in caso di mancato pagamento, il professionista si trova senza mezzo di sostentamento a differenza del dilettante, ma chi se la sente di dire che uno “stipendio” (rimborso) vale più di un altro? Quando la Società eventualmente inadempiente si trovasse a non esercitare la sua funzione, ovvero la attività sportiva, le si precluderebbe automaticamente la possibilità di recuperare vitalità economica e di risanare il ritardo; perchè di fatto quello che pare proporre la GIRA ha il sapore della serrata, in inglese il termine rende bene l’idea: lockout. Una serrata dall’alto (direttamente dalla FIR) è esattamente quanto accaduto agli Aironi che, messi nella impossibilità di gestire un nuovo bilancio, si sono trovati in difficoltà nel recupero delle inadempienze. La serrata è considerata dal legislatore alla stregua del comportamento antisindacale (originale sia proposta da un sindacato) ma, secondo me, anche non fosse dobbiamo però prendere atto che a giocatori professionisti opponiamo quasi sempre Società sportive volontaristiche (meno ancora che dilettanti) e diamo loro come colleghi giocatori dilettanti. Giro allora io ora una domanda alla GIRA : esistono 14 Società in Italia in grado di iscriversi ad Eccellenza e Pro12  portando “garanzie fidejussorie o di altro tipo”  ai fini della loro stabile partecipazione al loro torneo? 

2 Comments to: QUESTIONI ECONOMICHE E GIOCATORI: GIRO UNA DOMANDA ALLA G.I.R.A.

  1. Anonymous

    settembre 7th, 2012

    Caro “Il Nero”,
    il riquadro “Posta un commento” non mi consente la pubblicazione della risposta attesa il limite massimo di caratteri. Ti prego di lefferci, dunque, sulla pagina facebook di G.I.R.A..
    Cordialmente

  2. Anonymous

    settembre 7th, 2012

    Caro “Il Nero”
    Se un giocatore fa affidamento allo stipendio che gli viene promesso per il suo mantenimento, deve avere anche la garanzia di percepirlo.
    Ci sono tante società che fanno il giochetto di promettere e poi gli ultimi stipendi non vengono più pagati.
    Cosa devono fare i giocatori?
    Andare a rubare?
    Dacci Tu la giusta soluzione.
    Cordiali saluti.