Finalmente è partito il rugby giocato, finalmente  puro sport anche se, per ora, fatto anche di mischie incerte, tempo che i giocatori si adattino alle nuove norme e poi tutto tornerà più “normale”, e di partite ancora non intense ma di sicuro effetto. Inizia il Pro12, campionato del quale qui ci si cercherà di occupare un po’ di più quest’anno anche se, lo confermo, il torneo che qui la farà da padrone continuerà ad essere, in barba all’audience ed al “bel gioco”,  la Eccellenza. 

Il Pro12 parte con il botto. Lo fa il Munster che se la cava di un pelo con Edinburgh subendone nel secondo tempo la rimonta, gli scozzesi vincono il conto delle mete (3-2) ma non la partita. Fa tutto Keatley per gli irlandesi ma il man of the match è lo scottish Visser. Parlando di casa nostra altro botto lo fanno le Zebre, pesante il risultato e pesante la differenza rugby che si deve essere vista in campo ma chi si lamenta è in mala fede, non si può pretendere di più da queste neonate Zebre. Il botto dei botti lo fa invece Leinster che con un 45 -20 si fa sotterrare da Scarlets. altro esempio che la dice lunga sull’avvio tutt’altro che scontato di questo campionato. Anche in una dimensione di questo tipo non può non fare eco il risultato Benetton che batte i campioni in carica del torneo Ospreys grazie ai calci di Burton che vince sonoramente la sfida con il calciatore dei gallesi  Dan Biggar. La vittoria trevigiana però è ancora più clamorosa se si pensa poi che la intera formazione scesa in campo per i colori bianco-verdi  era italiana o eleggibile come tale: italianissimi anche tutti i cambi tranne uno, Dean Budd è l’unico non tricolore di tutto l’incontro. Treviso ha svolto il match con: Burton; Nitoglia, lannone, Sgarbi, McLean (st 25′ Semenzato); Di Bernardo, Gori; Barbieri (st 17′ Filippucci), Zanni, Favaro (st 31′ Derbyshire); Van Zyl (st 17’Budd), Minto; Fernandez Rouyet (st 17′ Cittadini), Ceccato (st 16′ Sbaraglini), De Marchi (st 17′ Rizzo).
In pratica la Benetton ha lasciato al palo Ospreys con una squadra italiana, un segnale chiaro a tutto il movimento, una vera dichiarazione con la quale la Benetton ha letteralmente impallinato i polemici riferimenti contro di lei (spesso “elettorali”) sulla composizione del suo team. Soprattutto va un “bravo” a  Smith che ci ha creduto ed ha messo a frutto i 2 anni trascorsi in  Pro12. Segnale chiaro ed anche dimostrazione che il Pro12 può consegnare buoni frutti: basta saperlo usare.

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