Questione Pro12. Riassumiamo la storia in estrema sintesi: Aironi in quasi-ko economico, FIR toglie licenza e convoca bando di gara per assegnazione licenza, Aironi risorgono, la politica ci viene tirata in mezzo, convocata riunione Politica-Dondi-Melegari, bando scade ma si presenta Viadana perchè gli Aironi erano già morti prima (parola di Melegari), oggi Consiglio Federale decide (parola grossa). 
Non era così ovvio per tutti che al bando non si sarebbe presentato nessuno, i giorni immediatamente successivi  alla sua uscita il giornalismo ovale aveva sondato gli umori di Calvisano e Petrarca, tanto per dirne due (erano arrivati dei veri “niet”) la fantasia era allora volata a Roma, anche le cronache dei quotidiani di  Monza ci avevano ricamato su qualche pezzo e poi via via uno sfrugolare di voci fra addetti ed appassionati.  Il risultato però è stato zero, proviamo a scriverla questa cosa che rende meglio: nessuno ha presentato manifestazione di interesse per la partecipazione di un suo team al Pro12. (Viadana esclusa ovviamente ma quelle son pagliacciate di cui si parlerà da oggi in poi).
In Italia quindi ad oggi non c’è nessuno interessato a partecipare al Pro12, nessuno che ne abbia le capacità tecniche ed economiche, nessuno che possa sopportarne il “peso”; la FIR questo non lo sapeva e doveva farci un Bando per impararlo? La FIR è talmente sprovveduta da non sapere una cosa che oggi come oggi appare, anche ai non addetti ai lavori, così evidente?  Quando una cosa raccoglie zero partecipazioni significa che è profondamente sbagliata, questo non lo dico io ma il comune buonsenso. Avete fatto questa riflessione? Inoltre una cosa sbagliata, che ha zero partecipazioni, che provoca sconquasso e discussioni non è appetibile a nessuno, figurarsi agli sponsor. Questa riflessione vale anche ammettendo che, quando il bando è stato indetto, si fosse già saputo che sarebbe finito così. Insomma anche se il bando fosse stato solo una ennesima “politicata” della FIR la sua proclamazione rende solo evidente che “i settantamila dell’Olimpico” sono solo una bellissima parentesi e che la realtà è altra. E’ questa l’evidenza che tutto il mondo sportivo italiano e no, rugbistico e no, ha potuto constatare dalla conclusione di questo bando. Sarebbe il caso ci pensassero anche tutti i membri del Consiglio Federale, verificassero il pubblico ludibrio a cui hanno esposto il nostro rugby e si appellassero alla loro intelligenza per applicare un po’ di sano realismo e pragmatismo nelle loro decisioni invece dell’incedere politicante e senile di una nana nera. 
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