I finalisti del IRB Junior Championship 2011 svoltosi in Italia
Il tipo si chiama Julien Caminati, è rugbista al Brive, è francese, di scuola francese, non ha mai giocato nella nazionale francese, detiene il cognome di chiara derivazione italica e per questo corrono voci che sia “eleggibile”. Per i “profani” eleggibile è colui che può accedere alla nazionale non per nascita sul suolo patrio o per formazione nel nostro rugby ma per residenza, per parentela o militanza ovale sui campi della italica penisola, senza farla difficile è pressapoco così, Quelli che la sanno lunga dicono che questo Caminati piaccia a Brunel, che su di lui il coach conti per il lancio della nuova Nazionale azzurra. Altro cognomato tricolore ma chiaramente australiano è James Ambrosini. Questo ragazzo dell’Oceania i più lo danno per prossimo giocatore alla Benetton e quindi eleggibile nel breve con una pacca sulla spalla di quello giusto.
Ambrosini pare però si trovi bene dove sta mentre per  Caminati  Rugby 1823 versa già le prime lacrime annunciando un suo stop per sospetto doping ( si aspettano le controanalisi).
Non mi soffermerò sulla pantomina dei giocatori della Nazionale che oggi sono per oltre metà “eleggibili” perchè è storia vecchia e più volte soppesata; il fatto è che ci si diverte un sacco a vedere l’italo-canadese Robert Barbieri strapazzare le altrui linee,  l’italo-argentino Castrogiovanni picchiare giù la mischia o il non-italiano Van Zyl volare più alto degli avversari con la maglia azzurra.
Mi soffermo invece sulla grande attenzione che si mette per un giocatore estero qualsiasi,  basta che sia eleggibile, e quanto poco si guarda ai giovanotti promettenti che giocano qui da noi.
Oggi la Nazionale Under 18 ha purtroppo messo in cantiere una sconfitta con i pari età della Georgia nel proprio campionato europeo e la cosa si aggiunge alle figuracce della Under 20 al Sei Nazioni.
In Italia non c’è un campionato nazionale serio di Under 20 e di Under 18 (anche perchè quest’ultima non esiste più). Il sistema Accademie così come è ora non funziona, i club sono eslcusi dalla crescita del mondo giovanile e alla Accademia FIr ci arriva spesso solo chi può. Le Accademie paiono sempre più collo di bottiglia per il movimento ed ecco perchè abbiamo sempre più bisogno delle pregiate ditte Caminati &Ambrosini. Diamoci da fare con i nostri ragazzi, ne vale la pena perchè, sono sicuro, sono i migliori. 
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2 Comments to: CAMINATI & AMBROSINI BATTE ACCADEMIA FIR DUE A ZERO

  1. aprile 5th, 2012

    A Mallett piaceva tanto Wisniewski, che ha una nonna italiana … Brunel pare più “politicaly correct” nella scelta dei cognomi.
    Del resto così fan tutti : vedi Dan Parks, Mauritz Botha, Dylan Hartley, Manu Tuilagi etc.etc. …

    Sull’altro versante, ci sono poi quelli che aggirano il problema “importando” ragazzini, come neozelandesi, australiani e adesso anche i francesi.
    Così i vivai locali lavorano (dove li hanno); peccato che, come accade da tempo nel calcio, questi giovani “immigrati” tolgano posti ai nativi. Con buona pace dello sviluppo della base locale.

  2. aprile 6th, 2012

    Commento illuminato. Mi fa pensare che per avere base di giocatori ci vuole base di tecnici formati. Forse dovremmo (dovrei) parlare di più di coach e meno di giocatori. Ottimo spunto.