Andrea Pegoretti
Quando ho letto sulla cronaca romana della Gazzetta dello Sport le dichiarazioni del giocatore de L’Aquila Andrea Pegoretti sono prima di tutto rimasto amareggiato, il titolo diceva “Festa all’Olimpico con gli All Blacks? Ma è solo fumo“. Buttato in un paginone tutto il malessere ed il male del rugby,  è stato brutto da vedere, la Gazzetta certo lo fa per fare un piacere al suo calcio. Ci sono rimasto male, all’inizio, è vero,  ma poi ho pensato che in fondo quello che dice Pegoretti è in gran parte anche una grande verità, perchè nasconderla? E’ lo sfogo di un ragazzo di 31 anni deluso dal rugby o qualcosa di più? Lo sbando della FIR è  evidente, l’ho scritto più volte  ma se questo te  lo di ce un giocatore di Eccelllenza la cosa si complica. La pensano così i nostri ragazzi? quelli che si infangano per un nulla sui campi? Non i trenta dorati di Pro12, gli altri. Qual’è il movimento del rugby i primi o i secondi? Queste le prime  domande che mi sono posto quando ho letto le dichiarazioni del seconda linea aquilano. Di seguito trovate, estrapolate dall’articolo, le dichiarazioni di Pegoretti. Leggetele.
LA PIRAMIDE ROVESCIATA “Il rugby italiano è una piramide rovesciata.A fronte dei 73mila dell’Olimpico, ci sono le poche centinaia che vengono alle partite di Eccellenza. La realtà è una Nazionale che traina un movimento che arranca”
CONTRIBUTI PRO12 “Se è vero che la FIR distribuirà 4 milioni (a cui vanno aggiunti i 2 milioni di tassa d’iscrizione) a queste due squadre, quindi per una trentina di giocatori, e che in Eccellenza due terzi dei club hanno budget di 600-700mila euro, la federazione si è venduta l’anima al diavolo. Il risultato è che dietro ai 20-25 giocatori su cui conta la Nazionale, non c’è nessuno. Se non stranieri”.
LE NUOVE PROMESSE AZZURRE “Analizziamo quello che le franchigie restituiscono al movimento: ci sono i Venditti, i Gori, Semenzato, Rizzo, Cittadini. Facevamo prima a mandarli all’estero perché contemporaneamente hai ammazzato il movimento. Volete un esempio? Basta guardare una partita in tv per capire quanto si è abbassato il livello”
LE ACCADEMIE “Sono un punto interrogativo, ma è un altro sistema per restringere il numero dei giocatori. Su una settantina di giocatori, una cinquantina andranno a guadagnare 700 euro al mese. In Eccellenza uno stipendio medio è di 15mila euro l’anno, con poche eccezioni: meglio che i ragazzi stiano a casa a studiare”
I CONTRIBUTI DI AMLIN CHALLENGE CUP  “Pensiamo ai 400mila euro ai club che in Europa subiscono solo umiliazioni, ma che, grazie a quel contributo federale, riescono a costruire rose in grado di fare la differenza in Italia”
Il finale di Pegoretti è che il rugby è “più fumo che arrosto” . Magari non tutto è condivisibile ma certo fa pensare ed anche tanto, per questo il commento questa volta ve lo fate da soli. 
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One Comment to: “IL RUGBY PIU’ FUMO CHE ARROSTO”. AMAREZZA O VERITA ? DITELO VOI. LE DICHIARAZIONI DI PEGORETTI.

  1. Anonymous

    aprile 2nd, 2012

    tutto vero………….