La FIR ha scritto le proposte per le celtiche, soldi sicuri, staff tecnico, accordo sui permit players, altre cose su cui ora non dico niente. In Veneto dicono “no digo gninte ma neanca no taso” e si  usa dirlo quando la situazione è talmente compromessa, talmente bruciata che il silenzio rappresenta una colpevole complicità.  Niente silenzio allora per come questo Palazzo FIR  si muove e corrode la coscienza stessa del rugby. E’ così evidente il livello esagerato, esondante, pletorico, esorbitante del tasso di politica che c’è in ogni passaggio gestito della FIR. Anche questa volta, anche in questo Consiglio Federale, anche per queste “mezze scelte” sui nuovi assetti dei team celtici è stato così. Il livello tecnico di qualsiasi decisione federale stramazza al suolo decapitato di fronte alle movenze di basso politichese, agli atteggiamenti dissimulatori, alla mimetizzazione continua, alla gara di sottointesi. Nessuna scelta è immediatamente chiara e comprensibile, nessuna scelta viene comunicata e presentata con trasparenza e con motivazioni tecniche e di progetto, è una continua trattativa senza vinti e vincitori,  non si vedono mai i responsabili delle scelte sbagliate ma, pensateci perchè è questo il vero dramma, nemmeno si vedono celebrazioni per chi ha fatto scelte corrette. La FIR appare sempre più come una penombra che si fa vetrina per il Sei Nazioni  fra le birrette del Foro Italico. Ogni volta che si riunisce il Consiglio Federale esce un comunicato dal quale si capisce che non si capirà nulla. Non dico niente sulla ennesima proposta a mezza bocca della FIR per le celtiche ma, è ora che ci pensiamo un po’ tutti, basta silenzio.
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