Succede quello che conta e quello tutti si voleva e non importa come: l’Italia ha vinto, non è arrivata in fondo alla classifica ed il cucchiaio di legno è roba da scozzesi. L’Italia vince 13 a 6 contro una Scozia sicuramente bruttissima, una delle peggiori viste dal Mondiale ad  oggi, ma anche retratta dalla pressione e dalla volontà degli Azzurri. Niente di meglio si è visto sul fronte italiano se non a sprazzi e tutto questo ha confezionato sostanzialmente una brutta partita. Interminabile serie di errori da entrambi le parti, touche e mischie vinte o rubate da entrambi, passaggi alla mano di nana qualità e poche attività da segnalare ma quelle da segnalare sono tutte azzurre.  Nel campo azzurro la prima linea è diventata oramai una tradizione, ci sia o no Castrogiovanni anche nel match con gli scozzesi questa garantisce sempre discrete piattaforme e solidità difensiva. Molto buono Lo Cicero che si preoccupa di essere solido sui recuperi prima ancora che sui punti di contatto. Più indietro ottimo Bortolami e più in là vere sicurezze sono sempre Barbieri,  Parisse e Mirko Bergamasco (non inossidabile al calcio ma questo si sapeva già); una interpretazione diversa dal solito, più proattiva, quella di Masi che si distingue per concretezza. Alcuni di questi nomi però non apparterranno per sempre all’era Brunel. Fra i giovanotti si fa notare Venditti e permane con un grosso punto di domanda Edoardo Gori a cui non basta la entusiasta sponsorizzazione televisiva di Vittorio Munari per sembrare un buon mediano.  Due motivi per essere felici, veramente tanto , che sia finito questo Sei Nazioni. Il primo è che si è concluso nel modo migliore, uno scossone l’ambiente lo meritava, poter dire “niente cucchiaio di legno quest’anno” è un bel segnale. Un grazie ai nostri Azzurri !!  Il secondo motivo è il più importante: è finita oggi il “ciclo Mallett”, abbiate pazienza se lo cito ancora ma è la realtà.  E’ da oggi che il nuovo ct Brunel potrà guardare al futuro senza l’ingombro di un Torneo importante e sentito come il Sei Nazioni, da oggi potrà lavorare al suo progetto, sicuramente già abbozzato in questa tornata ma niente di più che abbozzato, potrà  cercare di scavare sulle qualità del gruppo, sui nuovi inserimenti, sulla collaborazione con il territorio, insomma Brunel può ora lavorare al metodo  Brunel. I prossimi incontri della Nazionale sono i  test match fuori casa , nel continente americano, c’è meno pressione, si possono far esperimenti. Il Sei Nazioni 2012 è finito: viva il Sei Nazioni.
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