Mi è piaciuta l’Italia con la Francia, molto, mi sono pure divertito ed ho sofferto meno del solito nonostante il risultato. Ecco allora che mi sono chiesto: perchè ? Piace l’Italia aggressiva, educata alle ripartenza, magari ancora deboluccia nei punti di incontro, ma che ruba touche e contrasta l’avversario ad ogni piè sospinto. Piace vedere che c’è un taglio netto con l’Italia di ieri, un taglio netto che parte da un nuovo clique.  Un nuovo clique  che porta magari ad un risultato già visto, ma entusiasma, diverte e fa sognare, meglio che star li a prenderne meno possibile come si faceva prima.  Dietro le poche settimane di Brunel ct dell’Italia c’è , si vede eccome, un piano di gioco molto diverso dal passato. Bisognerà avere un po’ di pazienza, nei prossimi match del Sei Nazioni potremo già sapere se quello con la Francia era un abbaglio o qualcosa di già concreto ma dovremo guardare più avanti.. Difesa da registrare e mediana non sempre all’altezza,  la sfida per l’Edoardo ieri era molto dura, la mischia ha fatto qualche errore di troppo ma nel complesso ha retto bene il gioco. Barbieri il migliore, bene anche Ghirladini e Masi. Da dimenticare McLean, assolutamente insufficiente Venditti, decisamente scarsa la prestazione di Sgarbi. Poi magari Brunel pensaci tu, che un ripassino sulla efficacia dei placcaggi non ci sta male
E’ un taglio netto con il passato quello che Brunel ha esibito ieri contro la Francia, un taglio netto  prima di tutto e soprattutto con il pubblico, i tifosi e tutti coloro che inseguono l’ovale in giro per l’Italia. Quando una nazionale entra in campo così, fa possesso, attacca ostinatamente la Francia vice-campione del mondo, conquista territorio a dispetto di una meta disastrosamente presa e si cimenta nell’avanzamento con grande dedizione fino all’ultimo secondo, non è solo questione di carattere, è prima di tutto perchè il piano di gioco parla così. Quel piano di gioco è un avvertimento per il pubblico e per noi che commentiamo e parliamo di rugby, quel piano di gioco ci dice che si fa sul serio, che non si ha più voglia di vivere da pionieri o da cenerentole, che potremmo anche non emozionarci più per la vittoria con l’avversario di classe b o per la sconfitta molto onorevole e molto sonora. La nostra Nazionale fa sul serio ma noi siamo in grado di affrontare le sue scelte ed il suo percorso allo stesso modo?  Tocca al pubblico del rugby crescere adesso e non solo quantitativamente, perchè Brunel e Parisse hanno sfidato un po’ tutti noi. Avremo tempo di parlare di rugby giocato, oggi parliamo di chi lo segue: non ci deve più bastare il punticino o la meta, bisogna cominciare ad apprezzare il rugby per il suo gioco, bisogna cominciare a riconoscerne uno che parli di noi, questo è il salto di qualità a cui l’Italia deve essere pronta. Tutta intera.

 

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