La cosa che mi da un sensisbile sollievo è la scelta, quando realizzai questo blog, di non fare un blog di informazione sul rugby ma di commento ai fatti che vivono nel ed intorno al rugby. Questa scelta mi da la possibilità ed appunto il sollievo oggi di non dover scrivere i particolari della storia, lo hanno fatto altri, di quel pezzo di farabutto di Piacenza che spacciava droga e che giocava, o aveva giocato, a rugby nel ruolo di flanker. E’ la stampa che ci tiene a sottolineare il suo sport ed anche il suo ruolo in campo ma per tutto questo ha ragione il Presidente della FIR Dondi quando dice: ” Il rugby non c’entra nulla. Non penso che ci sia una società di rugby coinvolta. Sicuramente non è coinvolta la federazione. Se tra i coinvolti c’è stato qualcuno che ha giocato a rugby anche in un recente passato, mi dispiace. Mi auguro che queste persone abbiano delle controprove. Nell’operazione comunque si parla di rugby, calcio e di spettacolo. Naturalmente fa effetto che ci sia di mezzo il rugby che è stato sempre uno sport pulito”.
Bravo Presidente e brava la FIR che poi ha fatto altre mosse a tutela della immagine del nostro sport. E’ assurdo che ci si trovi a spendere delle righe su un argomento che non ha assolutamente niente a che fare con  il rugby solo perchè “a qualcuno” è piaciuto tanto tirarlo dentro. Ho letto di un fornaio che ha sputato per terra, sono tutti maleducati i fornai? e di una casalinga che faceva la “dolce vita”, le casalinghe sono tutte… ? Piaccia o no il modello del rugby è agli antipodi rispetto alle cose che il piacentino di cui sopra pare abbia frequentato e se lui lo ha fatto allora ha imparato niente dal rugby. 
Questa cosa non c’entra con il rugby.
Il Presidente del Tolone  M. Boudjellal, dopo l’incontro con il Clermont qualche settimana  fa, aveva parlato di “sodomia arbitrale” rivolto ai direttori di gara ed altre cosette rivolte alla federazione francese. Oggi la Lega francese del rugby lo ha squalificato per 130 giorni. I Giudici hanno deciso di non radiarlo dalla federazione, gli è andata bene, ma di allontanarlo di fatto da tutti gli eventi sportivi per i prossimi mesi (molti) con la motivazione delle “azioni infamanti della immagine del rugby, dell’etica e della deontologia sportiva. Boudjellal si è comportato vergognosamente ed indegnamente e, considerato poi il suo ruolo,  dire solo così è pura magnanimia. Il suo comportamento lo ha posto nella situazione di potergli dire:  tu non c’entri con il rugby.  Adesso può ringraziare i Giudici perchè è la pena così severa che lo riabiliterà al nostro sport.
Questa cosa pur così triste è rugby.