Michele Rizzo petrarchino 
La convocazione c’è ed il bravo Michele si è aggregato ieri alla Nazionale per la preparazione al Sei Nazioni, bella notizia davvero : Michele Rizzo in Nazionale. 
Purtroppo la cosa nasce da un infortunio al polpaccio capitato in allenamento al giovane De Marchi che speriamo presto si metta a posto ma era comunque ben difficile che Brunel non avesse voglia di mettersi  “in stretto contatto” con uno dei migliori giocatori della Benetton di questa stagione. Michele Rizzo ha giocato diciotto anni al Petrarca è passato alla Benetton l’anno prima dell’avvento in Celtic League del team trevigiano ma i tifosi padovani  non riescono a considerarlo più di un prestito a lungo termine. Rizzo è un pilone, ha fatto anche il tallonatore e, per essere una prima linea, ha una capacità nel gioco alla mano ed una velocità sorprendente. E’ il classico giocatore “moderno”, una cosa come se ne sono viste parecchie agli ultimi Mondiali, tipo quella del pilone che rimane dietro il raggruppamento e apre il gioco alla mano o il supporto fuori ruolo al  mediano di mischia per favorire la gestione di punti di incontro ravvicinati in velocità e via così fino al mediano che si scambia con l’estremo. In questo ultimo caso però in Italia il regolamento parla chiaro: pena ridotta a squalifica di  due giornate all’allenatore solo se conosce Checchinato. Ops scusate. Torniamo al Michele. Questo giocatore moderno ha 29 anni, è un giovanotto che il precedente coach aveva forse voluto dimenticare perchè di corporatura non abbastanza quadrata,  ma Brunel non va a misure, si occupa di rugby e sa che al Rizzo farebbe proprio bene passare un mesetto intero con Castrogiovanni e Lo Cicero.
Per “Michele Rizzo in Nazionale è stato fondato anche un gruppo facebook poco tempo fa, anche il sottoscritto  ha aderito, ed ora i fondatori hanno ben ragione per darsi alla pazza gioia ed interrogarsi sulle proprie capacità di veggenti. 
Mi piace come nasce la Nazionale di Brunel, il francese si muove come un curioso dentro un mercatino, non si perde nulla, gestisce dal campo le proprie scelte e la convocazione di Rizzo è un altro tassello che regala l’impressione stia pensando ad un modello di gioco italiano, un rugby davvero tutto nostro, niente stereotipi pre-costruiti ma solo rugby.

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