Diceva Marcel Proust che “ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue“. La RFU di idee chiare ultimamente ne aveva gran poche travolta da eventi sportivi e gestionali decisamente poco edificanti;  in questo clima pessimo fra le incombenze da risolvere per i grandi capi del rugby inglese c’è pure quella della nomina del nuovo coach della Nazionale dopo la chiusura del deludente rapporto con il controverso Martin Johnson.  Ecco allora che Stephen Brown, CFO della RFU ma con incarico da CEO in attesa che prenda servizio il nuovo gran capo Ian Ritchie, ha preso una decisione almeno “originale”: affidare la selezione del nuovo coach della Nazionale ad una società di cacciatori di teste! Spietati selezionatori del personale per trovare il nuovo guru del rugby inglese.  La notizia non è freschissima e, se ne volete i dettagli, potete trovarla  su ESPN, su BBC o farvela raccontare da quel matto del Paolo W “Grillotalpa“.
La RFU ha fatto le cose per bene, del resto sono inglesi, prima ha assunto “a termine” il coach Stuart Lancaster per guidare la Nazionale della Rosa al Sei Nazioni poi ha chiamato la super titolata  Odgers Berndtson per far partire la selezione del coach “vero”, poi ha comunicato alla stampa il tutto condendo la cosa con una serie di complimenti al Lancaster (tutti meritati vista la situazione) e comunicandogli pure che lui stesso farà parte della rosa dei selezionati. La nota società di consulenza dovrà presentare già alla fine del mese di gennaio i primi  risultati, seguiranno affinamenti vari e, vuole Mr Brown, entro la fine del Sei Nazioni  il panel dei nominativi sottoposti dai consulenti verrà valutato e ci  sarà il nome del prescelto.
Riassumiamo: la RFU è nella bufera, scandali interni, scandali nella trasferta mondiale della Nazionale maggiore,  campionato RWC super-deludente, situazione quindi terrificante sia a livello sportivo che a livello “politico”.  Nel pieno della bagarre che mina la propria lucidità interna e crea sbandamenti per mancanza di chiarezza la RFU fa outsourcing  delle proprie scelte strategiche, più giusto dire che chiede aiuto, si crea un supporto nel nome della “trasparenza e chiarezza” delle sue scelte.  Un atteggiamento pragmatico, sereno, serio, che prende atto dei propri limiti momentanei ma punta a far continuare le attività senza intralcio. Alla fine la federazione inglese comunica al mondo ovale una scelta, quella di farsi aiutare da un Headhunter, che  sa benissimo “fare notizia” ed essere “rivoluzionaria” recuperando pure in termini di immagine e di leadership mondiale. Un esempio per tutti. 
Capito perchè sono sempre cento passi più avanti ?

.