Dopo la solita pantomima di coppe europee ci sarebbe ben poco da dire se, finalmente, qualcuno non si fosse messo a scavare in fondo alla questione, andando al sodo della cosa. Ivan Malfatto su “il Gazzettino” nella sua odierna analisi mette il ditro sulla piaga, però andiamo con ordine.  Di Heineken Cup e degli Aironi si è già detto anche se fa bene riportare le dichiarazioni del loro Presidente Silvano Melegari che non lasciano scampo: “C’è un solo aggettivo che può fotografare quanto abbiamo visto a Monza: imbarazzante. E mancata l’attitudine, la voglia di giocare. E questo è un  fatto inspiegabile oltre che ingiustificabile. ….Ma questa volta il risultato maturato è stato, lo ripeto, scandaloso….”   Vabbhe Presidente allora che si fa?? 
Altro grande problema del nostro rugby si chiama però Amlin Challenge Cup e li i dati sono più che sconfortanti. Zero vittorie su venti partite, un punto guadagnato fra tutte le squadre italiane in Challenge, inutile andare avanti con i numeri, un disastro totale. Nel turno di ieri la torta con tanto di ciliegina confezionata dagli Aironi in Heiniken Cup è stata ulteriormente guarnita lato Amlin Cup dai Campioni d’Italia del Petrarca che hanno chiuso con una sconfitta per 43 a 0 il match con Newcastle ovvero gli ultimi in classifica della Premiership inglese. Stupido continuare a pensare che risultati come questi non abbiano nessuna conseguenza verso il nostro rugby.  Infatti, come riporta il Malfatto nel suo pezzo, è concreta e viva l’ipotesi che, visti i risultati dei team italiani,  già fin dal prossimo anno i posti riservati in Challenge Cup all’Italia siano 2 e non 4. Questo per  lasciare spazio a team di Nazionali emergenti (Russia in testa). Altra ipotesi, meno probabile, che vengano messe out le italiane e che queste partecipino ad un Torneo con squadre russe, spagnole, portgohesi, una serie C delle coppe europee. Che soddisfazione! Alla base di tutto c’è la poca voglia dell’organizzatore della Challenge Cup, la ERC, di sborsare contributi in euro (ogni club italiano prende circa fra i tre ed i quttrocentomila euro anno) per avere in campo squadre che contribuiscono solamente a infoltire e svilire il calendario della competizione e che a volte danno la palese sensazione di essere in campo solo per prendere il contributo di cui sopra.  C’è ancora possibiltià di salvare la nostra presenza? Anche fosse la FIR riuscisse a far slittare la cosa di un anno non credo le squadre italiane possano pensare di ripresentarsi nelle stesse condizioni anche la prossima stagione.
Incombe allora una soluzione : superclub? franchige federali territoriali? Idee in campo ce ne sono, non piacciono ai club ma a molti di loro quando si chiedono soluzioni che vanno oltre il proprio campetto pare piacere solo il contributo economico. Sicuramente così non si va avanti, tocca ancora alla FIR battere un colpo.  Il prossimo è l’ultimo turno di Amlin, sarebbe il caso il lunedi successivo ci si potesse dire qualcosa in merito. 
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